Varese - 22 marzo 2025, 12:26

Quando la memoria è un onore: Varese ha ufficialmente il suo Famedio

Approvata all'unanimità questa mattina in consiglio comunale a Palazzo Estense la lista dei primi 34 nomi di coloro che hanno reso grande il nome della Città Giardino, celebrati entro fine anno all'interno del cimitero di Giubiano

Quando la memoria è un onore: Varese ha ufficialmente il suo Famedio

Si è tenuto nella mattinata di oggi, sabato 22 marzo, il Consiglio Comunale di Varese per una seduta straordinaria incentrata sull’iscrizione dei cittadini varesini illustri e benemeriti nel Famedio, il luogo monumentale che renderà omaggio a coloro che hanno dato un contributo significativo alla città. 

Presentata dalla consigliera e presidente della Commissione consiliare sul Famedio Francesca Strazzi, la seduta ha visto la votazione dei primi 34 nomi da inserire, proposti dai cittadini, dalle associazioni, dai consiglieri comunali, dal sindaco e dalla giunta. 

«Contiamo entro fine anno di convocare di nuovo un consiglio comunale con altri nomi - ha dichiarato Strazzi - La nostra città è ricca di figure che hanno reso grande Varese e contribuito alla sua crescita. È importante, quindi, ricordarli».

«Grazie a tutti per essere intervenuti così numerosi per questa convocazione comunale - ha detto Davide Galimberti, sindaco di Varese, riferendosi ai parenti dei benemeriti presenti in sala - Dopo diversi decenni si è istituito il Famedio, che rappresenta il futuro della nostra città e permette di ricordare coloro che hanno contribuito al suo sviluppo. Questo è un modo per dire grazie ai loro familiari e sarà un esempio per chi ci sarà in futuro. Il Famedio si troverà all'interno del cimitero del quartiere di Giubiano e sarà un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi e anni, perché dobbiamo recuperare tutti i nomi dei cittadini illustri. Speriamo di ritrovarci annualmente per l'iscrizione delle nuove figure da inserire».

«È una di quelle occasioni dove dare memoria è un onore» ha aggiunto il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello.

Tra i familiari presenti dei benemeriti, anche Fabrizio, figlio di Roberto Maroni, ex vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana il cui nome andrà nel Famedio: «Il ricordo di mio papà è di una persona nota che vedevo speso in televisione e condiviso un po’ con tutti, con chi lo conosceva, con i giornalisti, con i suoi sostenitori e anche con chi invece era politicamente un avversario. Mi piaceva discutere di politica e passeggiare in città con lui - ha dichiarato Fabrizio - Era sempre bello, poi, vedere la gratitudine e l’affetto che i varesini dimostravano per lui. Se sarebbe stato un buon sindaco? Io penso di sì».

In conclusione, il consiglio intero si è espresso all’unanimità: 25 i voti a favore su 25 presenti. La lastra del Famedio, invece, si troverà al cimitero di Giubiano e sarà inaugurata già entro la fine del 2025.

I NOMI DEI PRIMI 34 NOMI ILLUSTRI APPROVATI PER IL FAMEDIO 

- Edoardo Flumiani, ingegnere e progettista che realizzò la palestra di via XXV Aprile e il quartiere Belfiore;

- Lanciotto Gigli, ragioniere e titolare di uno studio a Varese, si distingue per le sue capacità e venne chiamato nei Consigli di Amministrazione delle industrie più conosciute;

- Ermenegildo Trolli, imprenditore che lanciò il marchio del Calzaturificio di Varese;

- Luigi Ganna, ciclista che vinse il primo giro d’Italia della storia;

- Achille Cattaneo, industriale e benefattore, a lui si deve la fondazione della Conceria Valle Olona;

- Amalia Negretti Odescalchi in arte Liala, scrittrice;

- Antonio Bareggi, medico e politico, fu direttore del consorzio antitubercolare di Varese; 

- Alfredo Binda, campione di ciclismo e vincitore di numerosi Giri d’Italia;

- Flaminio Bertoni, designer di alcune delle più iconiche auto Citroen;

- Lino Oldrini, avvocato e sindaco di Varese;

- Giovanni Borghi, imprenditore e fondatore del marchio Ignis;

- Mario Bertolone, storico e archeologo che studiò a lungo l’isolino Virginia;

- Renato Guttuso, artista considerato tra i più importanti pittori del XX Secolo; 

- Guido Morselli, scrittore e critico letterario;

- Piero Chiara, scrittore a cui è dedicato il famoso premio letterario;

- Ermanno Bazzocchi, progettista di velivoli;

- Monsignor Tarciso Pigionatti, fondatore del collegio De Filippi;

- Vittorio Tavernari, scultore e pittore;

- Ottavio Missoni, stilista e fondatore del celebre marchio di moda;

- Sergio Brusa Pasqué, ingegnere che ha realizzato a Varese la piscina e il palazzetto dello sport;

- Monsignor Pasquale Macchi, segretario privato di Paolo VI;

- Paolo Mantegazza farmacologo e rettore dell’università degli studi di Milano;

- Salvatore Furia, fondatore del Centro Geofisico Prealpino e dell’Osservatorio Schiaparelli;

- Gianfranco Maffina, ultimo artista futurista;

- Giovanni ValcaviG, presidente per molti anni della banca popolare di Luino e di Varese che per primo promosse l’università dell’Insubria;

- Ambrogio Vaghi, politico e presidente di Unicoop Lombardia e di Iper Lombardia;

- Franca Rame, attrice, artista e attivista;

- Angelo Monti, sindaco di Varese per 13 giorni, vicesegretario della Camera di Commercio e presidente della storica associazione "I Monelli della Motta";

- Giuseppe Zamberletti, politico e primo ministro della Protezione Civile.

- Alfredo e Angelo Castiglioni, archeologi che fecero grandi scoperte in Africa;

- Attilio Nicora, sacerdote;

- Luigi "Cicci" Ossola, sportivo e campione in due discipline sportive: la pallacanestro e il calcio;

- Pier Gianni Biancheri, avvocato, politico e vicesindaco degli anni ’90;

- Roberto "Bobo" Maroni, politico e presidente di Regione Lombardia e Ministro dell’Interno;

Elisa Petrocelli

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