Storie - 08 marzo 2025, 10:30

FOTO - Le insegne di Fausto Brianza, testimonianze della Varese dei "negozietti"

Dopo il nostro primo articolo sull'argomento, un raffinato collezionista attento conoscitore della storia della città ci ha aperto le porte del suo archivio, fatto di meravigliose immagini che fanno rivivere una Varese ormai scomparsa, quella delle botteghe artigiane, delle vie strette e di scritte pubblicitarie che orientavano il nostro cammino e i nostri desideri

FOTO - Le insegne di Fausto Brianza, testimonianze della Varese dei "negozietti"

Fausto Brianza, oltre a essere un raffinato collezionista di vari memorabilia – la sua raccolta di latte pubblicitarie di marche di cacao è tra le più importanti in assoluto- è un attento conoscitore della storia della nostra città, e sulla pagina Facebook della “Vecchia Varese” è arrivato a inserire oltre 5.000 post, tra cartoline e pubblicità d’epoca. Logico che il nostro articolo sulle vecchie insegne (leggi QUI) lo abbia stuzzicato, così ci ha inviato una serie di meravigliose immagini in cui possiamo far rivivere una Varese ormai scomparsa, quella dei negozietti, delle botteghe artigiane, delle vie strette dove le scritte pubblicitarie facilitavano il ritrovamento dell’attività. 

Ecco per esempio la Libreria Caravetta, sotto il portico che oggi fa da ingresso a “le Corti” in via Manzoni, legata a chi scrive da ricordi d’infanzia, con la nonna che andava ad acquistare i Gialli Mondadori, il negozio di fotografia del Cav. Alfredo Morbelli in piazza XX Settembre, dove fece pratica un giovane Gino Oprandi, la panetteria Clerici dove oggi c’è Coin, la prima sede della ditta Molteni con una gigantesca insegna pubblicitaria della Telefunken, la Libreria Cartoleria Cairoli che ai tempi produceva meravigliose cartoline di Varese e dintorni, le Maglierie Trotti, Luigi Comerio, fruttivendolo al mercato coperto, il vecchio Caffè Socrate di piazza Monte Grappa dove il Cumenda Borghi era habitué, l’Albergo Ristorante Manzoni, i caffè Pini e Garibaldi, e l’indimenticabile Tessilomnia di via Magenta, madre di tanti nostri maglioncini. 

Tra le insegne più “recenti” ecco Canonica in corso Matteotti, Foto Oprandi in via Garibaldi con l titolare davanti alla vetrina, l’oreficeria Buzzetti, Lancini frutta e verdura, Valenzasca, Rapetti ortopedia, e la prima sede di Angelucci confezioni.

La città si racconta da sola, grazie alla pazienza e alla sagacia di collezionisti come Brianza, che “non butta via niente”, nemmeno il più piccolo ritaglio di giornale con magari la fotografia di un vecchio negozio. 

Un insegnamento alle nuove generazioni che hanno perso il contatto con la storia della città, e un invito agli insegnanti perché contattino persone come Fausto, in grado di spiegare quanto lavoro e sacrifici nasconda ogni vecchia insegna pubblicitaria e come ognuno di noi, almeno una volta, sia stato attirato da una scritta, varcando poi la soglia del negozio per scoprire un mondo nascosto.

Mario Chiodetti

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