«Io credo che la destra abbia fatto un grande errore a impedire la discussione su una legge che serve alle persone più sofferenti. Abbiamo condotto molte audizioni nelle quali si è chiarito che la Consulta ha senza dubbio stabilito che questo tema va regolato. Noi abbiamo provato a farlo, entrando nel merito della legge di iniziativa popolare e proponendo anche alcune modifiche per aumentare le garanzie in favore della persona che si trova in questa condizione, e purtroppo sono tante. Ma se noi siamo entrati nel merito, la destra ha preferito chiudere ogni possibilità di intervento rimandando la palla la Parlamento, dove le stesse forze politiche stanno frenando la discussione sullo stesso tema. Il loro è un no ideologico su un argomento che dovrebbe essere trattato con tutta la serietà di cui la politica dovrebbe essere capace. Purtroppo in Lombardia oggi non lo è stata. Aggiungo che è curioso che chi tanto invoca l’autonomia, proprio su un tema che riguarda l’organizzazione della sanità, tema prettamente regionale, si trinceri dietro la necessità di far decidere Roma».
Lo dichiara il consigliere regionale Samuele Astuti a commento dell’affossamento, oggi in Aula, della legge di iniziativa popolare sul fine vita, con l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità che ha stoppato la discussione ancora prima di entrare nel merito. La votazione, in modalità segreta, è finita 43 a 34, con la presenza di tre franchi tiratori che si sono aggiunti al no dichiarato dalle forze di opposizione e dal consigliere Giulio Gallera di Forza Italia.