VIDEO. Gli auguri più folli e puri della provincia sono un inno all’amicizia: «Se il 25 è Natale, il 24 è Caramamma»

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Dalle 8.30 del mattino a notte, è stata la (solita) vigilia di Natale strepitosa, indimenticabile, la più pura e folle di tutta la provincia, con un regista d’eccezione: Roberto Bof. Che ha trascinato Zanini e un gruppo di amici su e giù per tutta la vigilia tra brindisi, coraggio, solidarietà, zingarate e amicizia.

Prima la visita in ospedale dal padrone del bar Caramamma Ivonne Novello ricoverato da due mesi, poi i calici alzati e i canti al gruppo sportivo Pavarin per il tradizionale brindisi natalizio tra appassionati della bici e dell’attenzione per gli altri con un pensiero a Lino Finazzi. Quindi lo scatto a casa Galleani per l’abbraccio al convalescente Sandro e alla sua splendida Egidia, per poi ripiombare sul traguardo, che è anche la partenza, l’epicentro del “pianeta felicità”, il bar Caramamma di Morazzone.

Qui è avvenuta l’immersione totale nel mare dell’amicizia e della solidarietà con capitan Simone Bello, Sestero, Freerider Sport Events, Basket Daverio Rams, Banda Musicale Morazzone e molti altri contagiati dalla Varese più bella.

In sottofondo la colonna sonora del Bandolero Stanco di Vecchioni con il ritornello “Dov’è silenzio, dov’è silenzio, dove… Dov’è silenzio, dov’è silenzio, dov’è silenzio, dove…” e, naturalmente, più assordante che mai ad accogliere chiunque si avvicinasse al gruppetto boffiano-natalizio sempre più nutrito e inarrestabile, quasi una calamita d’anime felici, l’inno alla gioia: «Amici miei, sempre pronti a dar la mano, da vicino e da lontano: questi son gli amici miei. Amici miei, pochi e veri amici miei, mai da soli in mezzo ai guai: questi son gli amici miei». (Amici miei, I Girasoli).

Chiunque si è imbattuto in Bof e nella sua pattuglia di “amici miei” è stato trascinato in un fiume di brindisi (non certo ad acqua), spirito alpino, familiare e caro (Caramamma); una fiesta quasi spagnola che fa crollare, una volta di più, il luogo comune della provincia fredda, distante e individualista. La Vigilia orchestrata da Bof è l’emblema del gruppo, della tradizione, del piacere di stare assieme, della scanzonatura, dell’unicità e del divertimento assoluto.

“Eh già, noi siamo ancora qua. Ci vuole sempre vicino un bicchiere, ci vuole sempre qualcosa da bere”.

Una festa griffata “Se il 25 è Natale, il 24 è Caramamma” o, come dice Bof, «una giornata che dovrebbe passarla il servizio sanitario nazionale… #nessunoepiùriccodinoi».

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