Varese è sesta nella (poco invidiabile) classifica degli enti pubblici ritardatari nei pagamenti

Nella nostra provincia la media di giorni per saldare il conto è di 82: il limite legale è di 30. Facciamo il punto con Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese: «Un problema che va assolutamente risolto, perché dal benessere delle Pmi deriva quello di tutto il territorio»

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Il tema non è nuovo: i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione sono un problema non da poco, che, ormai da anni, mette in ginocchio molte imprese. E anche se il debito della pubblica amministrazione è in lieve discesa, così come i tempi medi per veder saldate le fatture, alcune province risentono più di altre di questo ormai cronico ritardo nel saldo dei debiti.
E purtroppo, fra le province con i tempi di pagamenti più elevati c’è anche Varese.

Vediamo qualche dato per capire il fenomeno: il debito commerciale della pubblica amministrazione nel 2017 è stato valutato in 56,7 miliardi di euro: e già questo posiziona l’Italia nel confronto internazionale come uno dei paesi con un peso del debito commerciale delle Amministrazioni pubbliche più elevato rispetto agli altri maggiori Paesi europei.

Ma chi, nella pubblica amministrazione, ha tutti questi debiti nei confronti di imprese e fornitori? L’analisi di Confartigianato spiega che i Comuni rappresentano oltre la metà (51,8%) dell’importo fatture, seguiti dal 37,3% di Regioni e province autonome, dal 7,0% delle Province e dal 3,9% delle Città metropolitane.

E sebbene la situazione dei pagamenti, in media, presenti una normalizzazione rispetto al passato, ci sono province che fanno peggio di altre. Fra queste c’è, come detto, Varese: dove, con 82 giorni medi di attesa per veder saldati i conti, i tempi medi di pagamento sono quasi tripli rispetto al limite legale di 30 giorni.

Abbiamo chiesto a Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, un commento sulla situazione nella nostra provincia, in sesta posizione in questa poco poco invidiabile classifica degli enti pubblici ritardatari nei pagamenti: «La situazione migliora ma rimangono, purtroppo, alcune anomalie da risolvere con urgenza, sia in rapporto alle pubbliche amministrazioni che nelle relazioni tra privati».

«Negli anni di massima crisi economica, i ritardi nei pagamenti accumulati dalla pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese hanno creato un effetto domino devastante nei rapporti tra queste ultime e i propri fornitori e nel rating bancario, determinante per accedere ai finanziamenti» spiega Galli.

La timida ripresa ha ridotto il gap tra i tempi di pagamento (30 giorni) imposti dalla legge del 2013, «ma la preoccupazione ora è che l’ennesima frenata registrata ad inizio 2019 possa di nuovo peggiorare il tasso di puntualità che, sempre negli anni delle maggiori difficoltà congiunturali, si è esteso dalla pubblica amministrazione ai privati». In questo circolo vizioso il conto più alto lo hanno pagato le Pmi, «accumulando debiti, rinunciando agli investimenti, contenendo le spese e, nei casi più gravi, chiudendo».

Ed è proprio il dato riferito alla provincia di Varese, che nella classifica nazionale di Confartigianato registra un tempo di pagamento di 82 giorni contro una media di 36, che impensierisce il numero uno di viale Milano: «I dati congiunturali di fine 2018 rilevano che il nostro territorio ha incontrato difficoltà superiori a quelle di altre province lombarde e italiane. In particolare, nel periodo 2004-2017, siamo cresciuti alla metà del tasso medio della Lombardia mentre il valore aggiunto pro-capite è salito del 10%, rimanendo ben al di sotto del 24% lombardo».

Cosa fare dunque? «In primo luogo, è necessaria maggiore attenzione nei confronti del tessuto economico: a chi ci amministra a tutti i livelli, ricordo che dal benessere delle Pmi discende quello del territorio».

Secondariamente «ribadisco la necessità di applicare la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la pubblica amministrazione. Non ultimo, rammento che è stata recentemente approvata in Europa (17 gennaio, ndr) una risoluzione non legislativa sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali della quale è stata relatrice per la Commissione per il mercato interno l’eurodeputata Lara Comi».
La risoluzione invita gli Stati membri a promuovere l’attuazione della direttiva 2011 sui ritardi di pagamento in tutte le sue parti e introduce misure correttive come la compensazione tra tassazione e credito, il trasferimento del credito a una banca e la white list per i bravi pagatori. «Tutte misure che condividiamo: nessuno deve essere costretto a chiudere o a soffrire a causa di ritardi evitabili. Ne va delle imprese ma anche del benessere del socio-economico nel suo complesso».

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