Le Azzurre dopo la vittoria contro l'Australia: a guidare la festa, in prima fila con la maglia numero 2, c'è Valentina Bergamaschi (foto di figc.it)
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La sua giovane ma già straordinaria carriera è ormai nota. Classe 1997, le prime partite insieme ai maschi nel Caravate, poi la squadra femminile dell’Alto Verbano (2011-2014 con la promozione dalla D alla C) prima di lanciarsi in Svizzera al Lugano (2014-2016 con la promozione dalla B alla A) e al Neunkirch (stagione 2016-17, vittoria del campionato di serie A, con titolo di capocannoniere, e della coppa svizzera) per poi tornare in Italia con le maglie del Brescia (vittoria nella Supercoppa italiana) e del Milan.

Stiamo parlando di Valentina Bergamaschi, numero 2 della Nazionale di mister Milena Bertolini che ha fatto ieri il suo esordio al Mondiale battendo 2-1 l’Australia.

“Il direttore”, Claudio Ferretti

A raccontarci qualche curiosità (10 + 1) su di lei, nata a Varese ma da sempre residente nell’Alto Verbano, abbiamo interpellato il collega e amico Claudio Ferretti, voce per eccellenza del territorio che respira la brezza del Lago Maggiore. “Il direttore” conosce da sempre Valentina e la sua famiglia ed è stato proprio lui, insieme a Silvano Besozzi, il primo ad intervistarla tanti anni fa sulla web tv “Varese8.it”.


Pronti? Via!

1) Dicono che Valentina sia di Cittiglio perché ha abitato a Cittiglio, e allo stesso modo che sia di Sangiano, di Laveno, ora di Leggiuno. Io invece la chiamo “La Stella Azzurra del Lago Maggiore”: perché non è un gioiello di un solo paese, ma di tutto il nostro territorio.

2) Da piccola faceva disperare sua mamma Daniela perché buttava via le bambole che le venivano regalate: l’unica cosa che le interessava era il pallone, che calciava di continuo contro il muro. Il sogno materno di vederla ballerina, insomma, si è infranto velocemente.

3) Non andava in discoteca con le amiche perché doveva giocare a calcio: ha fatto grandi sacrifici per la sua passione e come sappiamo il calcio femminile, in Italia, è ancora lontano anni luci da quello maschile. Per esempio, le calciatrici italiane, a differenza di altri paesi, sono tutte dilettanti.

4) Ha avuto due infortuni al ginocchio. Gravi, ma non certo in grado di fermarla: troppo grandi la sua forza e la sua determinazione. Fondamentali in quei momenti sono stati il supporto della famiglia e di due grandissime figure del calcio italiano: Carolina Morace e Milena Bertolini, che con grande affetto le sono sempre rimaste vicine, credendo in lei.

5) Valentina è una ragazza semplice, proprio come il mondo del calcio femminile. Quando viene in campagna, parla con tutti. Sembra timida, è ovviamente ancora giovane ma già molto matura. Soprattutto, è una persona genuina. La Bergamaschi calciatrice è piccola di statura (1,60) ma ha grande elevazione, ed è velocissima, imprendibile in fascia: sia se giochi dietro, dove è tosta a difendere; sia che giochi in attacco, dove “vede” la porta.

6) Valentina è diplomata in ragioneria e all’università sta studiando Scienze Motorie a Milano. Il suo sogno è di restare nel mondo del calcio.

7) Nelle sue stagioni in Svizzera, mamma Daniela, papà Giuseppe e nonno Marino si alternavano per accompagnarla ad allenamenti e partite. Quando giocò nel Neunkirch, vicino Sciaffusa, a seguirla in Svizzera interna era soprattutto il nonno che, quell’anno, ha macinato più di 50.000 chilometri.
7 bis) Il nonno, come detto, si chiama Marino. Ma per lei è da sempre il “nonno Mio”.

8) Mamma Daniela, nel suo bar ristorante “Campagna” di Arolo di Leggiuno, trasmetterà

La figurina mondiale di Valentina Bergamaschi

tutte le partite di questo Mondiale sul maxischermo. E nei giorni in cui l’Italia scende in campo c’è un menù speciale, a sorpresa.

9) Un plauso a Silvano Besozzi, il primo a farla parlare in tv: l’abbiamo intervistata insieme sulla web-tv Vares8.it. Era il 2012, facevamo il Bar Sport: aveva 15 anni e venne da noi in scooter.

10) Io ho vissuto l’era di Gigi Riva (grande amico di Ferretti, ndr): quando ha giocato la finale di Città del Messico, contro il Brasile, nel 1970, avevo 14 anni. Ieri guardando la televisione, ho rivissuto quelle emozioni. E mi sono commosso nel vedere una ragazza del Lago Maggiore insieme alle altre nostre Azzurre cantare l’inno italiano, compresa la seconda strofa che in pochi sanno, con la mano sul cuore e sullo stemma della nostra Nazionale. Una cosa che, a volte, qualcuno si dimentica…

+1) La Gazzetta dello Sport per la partita contro l’Australia ha dato a Valentina Bergamaschi 6.5 in pagella. “Il direttore” Claudio Ferretti invece?
La Gazzetta è di Milano, noi di… VareseNoi invece siamo di qui e le diamo 9,5. La partita l’ho vista con Silvio Papini, che si è entusiasmato paragonando la prestazione a quella della Nazionale di Mancini contro la Grecia. Il Medio e Alto Verbano ha palato fine per il calcio: pensate a quanti grandi campioni ci sono stati qui, partendo ovviamente da Riva ma senza dimenticare, e fermandoci solo a tre, anche Libera e Calloni; per tutti noi ieri ha giocato benissimo.

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