Un rombo di civiltà. I motociclisti varesini ripuliscono i boschi dai rifiuti abbandonati

Spesso accusati di non avere rispetto per la natura, i motociclisti di Varese non ci stanno e si rimboccano le maniche

0
Pubblicità

Hanno calzato guanti e stivali, ma questa volta di gomma, e si sono trovati nei pressi della Valsorda, al confine tra Varese e Cantello, per dare una lezione di civiltà a chi getta rifiuti nei boschi o a bordo strada. E’ una lezione quella che arriva dai motociclisti varesini, che ieri pomeriggio, sabato 13 aprile, hanno lavorato per tre ore per pulire i boschi che spesso sono accusati di violare. Con il supporto dell’Associazione Strade Pulite, una trentina di volontari hanno risposto all’appello del Moto Club Varese, di Varese Terra di Moto e di Varese Motorland e, indossati i giubbini ad alta visibilità, armati di sacchi hanno raccolto i rifiuti abbandonati lungo le strade sterrate che si addentrano nei boschi intorno alla città.

Di fronte si sono ritrovati, come purtroppo spesso accade, di tutto: rifiuti casalinghi, imballaggi, bottiglie, lattine ma anche ingombranti come lavatrici, televisori, materassi, letti e armadi, rimossi grazie allo sforzo ma soprattutto ai mezzi messi a disposizione da alcuni volontari come l’officina Offtrack di Arcisate, l’Apicoltura Frattini di Varese o l’iPerformance Racing Team di Travedona Monate, che hanno permesso di raccogliere e smaltire persino una cisterna e la carcassa di un’auto. «Purtroppo l’impegno dei volontari – fanno sapere i partecipanti – si è dovuto fermare davanti alla scoperta di rifiuti speciali quali scarti di cantiere non smaltibili in discarica e addirittura lastre di cemento-amianto (eternit), per i quali lunedì verranno fatte segnalazioni ad hoc agli enti preposti».

«Moto Club Varese, Varese Terra di Moto e Varese Motorland – proseguono gli organizzatori della bella iniziativa – ringraziano tutti i volontari presenti, grandi e piccini, in particolare il Moto Club Visab di Arcisate, che ha partecipato in forze, dimostrando che la passione per l’enduro e il rispetto del territorio non sono antagonisti ma possono muoversi di pari passo: gli enduristi, infatti, sono i primi a vivere i boschi e a volerli tutelare. La soddisfazione per il risultato ottenuto purtroppo non è sufficiente: i boschi reclamano attenzione costante e altre giornate simili verranno programmate, perciò… stay tuned!».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

due × due =