Tutte le dichiarazioni di Benecchi sulla situazione del Calcio Varese

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Il presidente e proprietario Claudio Benecchi
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Ecco tutte le parole del presidente Claudio Benecchi nella conferenza stampa di oggi, venerdì 11 gennaio 2019. 


Cosa ha detto alla squadra presidente?
Benecchi (nella foto d’archivio): «Niente, ci siamo confrontati. I giocatori volevano delle certezze perché c’è un clima di incertezza e di timore rispetto a tutte le parole che sono girate sulla situazione del Varese. Certezze che sono state date. A parole? Sì».

In che termini sono state date le certezze?
Benecchi: «La situazione è che il passaggio delle quote è in fase di conclusione, come è già stato detto, pubblicato e anche travisato da qualcuno. Il passaggio completo potrà avvenire con la settimana prossima. L’entrata del fondo che viene portato da Enrico Fadani potrà avvenire nell’arco di 4/6 settimane, che sono i tempi necessari a un fondo di poter dare la copertura di un progetto che non è solo nell’immediato, ma è un progetto che va a coprire 5/6 anni e un progetto che parla di tanti soldini. Il percorso rispetto al pregresso è già stato condiviso, un pregresso dovuto a delle situazioni che purtroppo hanno disposto l’attuale situazione del Varese in un clima di incertezza per mille motivi. Il primo dei quali è di natura economica, perché nel momento in cui ho preso il Varese sono già state pagate 100.000 euro di vertenze, sono già stati pagati 200.000 euro di debiti pregressi delle precedenti gestioni, è stato messo sul piatto qualcosa come un milione di euro…».

Lei quanto ha messo di tasca sua?
Benecchi: «Parecchio di questa cifra. Non posso condividere quanto, perché sono cose private che non si possono divulgare: comunque si parla di qualche centinaia di migliaia. La situazione attuale vuole che siamo alla scadenza di ulteriori vertenze, di settimana prossima, per 130.000 euro. Abbiamo da sistemare i debiti pregressi che continuano ad arrivare tutti i giorni e che continuano a pesare su un bilancio che possa essere coerentemente supportato. E bisogna sistemare la situazione che è rimasta esposta con la nuova gestione. Tutto questo insieme di cose è stato condiviso e programmato, compresa la programmazione rispetto all’anno corrente e all’evoluzione dei prossimi 5 anni. Prevede un intervento di particolare interesse e di una copertura economica notevole, ma che comunque la squadra di Varese sicuramente riuscirà a uscirne vittoriosa facendo un percorso che le si addice».

Si parla di 4/6 settimane sul fondo. Nelle prossime due/tre invece?
Benecchi: «Vi siete persi un pezzo. Ho detto che c’è già la copertura intanto che arrivi quello. E partirà chiaramente da lunedì».

Il suo ruolo da qui in poi?
Benecchi: «Ho sposato il progetto Varese perché ci credo nel profondo e ho fatto e continuo a fare fin oltre quelle che sono le mie capacità. Con questo per dire che ci sono e ci sarò sempre, sarò sempre vicino al Varese e molto probabilmente potrò ancora essere coinvolto in esso. Dire adesso come, non posso ancora dirlo». 

Per quanto riguarda il settore giovanile? Le coperture ci sono?
Benecchi: «Tra i debiti pregressi di cui ho parlato ci sono giustamente gli allenatori, il settore giovanile, gli steward, i dipendenti, le utenze: sono già stati quantificati e li avete già quantificati voi prima di me».

Il Franco Ossola?
Benecchi: «Franco Ossola questa domenica non è utilizzabile perché il problema del rapportarsi rispetto all’apertura dello stadio imponeva delle tempistiche che dovevano essere rispettate. Ovvero, entro il mezzogiorno del giovedì bisogna comunicare dove si gioca. Noi abbiamo fatto richiesta con una PEC all’amministrazione chiedendo di avere una risposta entro le 11.59 del giovedì (dovrebbe intendere mercoledì, ndr), purtroppo la risposta è arrivata alle 3 del pomeriggio. Quindi erano scaduti i termini per poter optare per una soluzione di questo genere».

Che risposta avevano dato?
Benecchi: «La risposta era favorevole, nel senso che loro avrebbero optato per un’apertura rispetto al contenuto idrico ma che questa era compromessa dai tubi… Nando (si rivolge a Vescusio, team manager e addetto stampa del club), sai meglio di me…».
Vescusio: «No, no: la risposta non era favorevole. Fondamentalmente nella risposta c’era scritto che loro non potevano intervenire su una cosa gestita dall’Aspem. Anzi, sollecitava il pagamento per il ripristino perché con questo tempo i tubi potrebbero ghiacciare. Ecco, l’unica cosa di cui loro si sono preoccupati è la manutenzione ordinaria».

Il debito con l’Aspem: qual è l’accordo non rispettato per cui è stata staccata l’utenza?
Vescusio: «Spiego io perché il presidente non ne è a conoscenza. Allora, a Varesello sulle scadenze programmate anche per il pregresso abbiamo saltato 3 rate: con la terza hanno staccato. Però parliamo di una cifra, in confronto a tutto il globale, di una cifra non irrisoria ma non grande per una società sportiva, con tutti questi progetti, non certo fuori portata. Il problema è che si è trovato, e chiedo al presidente di correggermi se sbaglio, in un momento di passaggio di quote e passaggio di fondi che ha impedito la possibilità di portare a termine queste scadenze concordate. Semplicemente questo. E quindi è intervenuto il Comune o l’Aspem, magari anche giustamente che dir si voglia, per darci una mossa. Noi stiamo lavorando, o meglio, Varese nuova proprietà con vecchia proprietà sta lavorando per cercare di mettere a pari queste scadenze. Però chiaramente ci sono degli intoppi burocratici che hanno rallentato questa cosa».

Di questi 60.000 euro per l’Aspem, e si era parlato di 6 rate da 10.000 euro da qui a giugno, e quindi posso pensare che manchi dicembre e basta, cosa bisogna fare?
Benecchi: «Questa è una cosa per cui bisogna sedersi al tavolo con Aspem e condividere. Loro hanno una posizione abbastanza arroccata, per contro noi ci siamo trovati una perdita d’acqua sullo stadio enorme, che abbiamo sistemato a spese nostre, e poi ci chiedono il pagamento delle bollette in un tempo che, casualmente diciamo, va a finire entro la scadenza della concessione ponte sullo stadio. Mi sembra chiedere un po’ troppo… Secondo me bisogna sedersi al tavolo e trovare una soluzione»

Per riattivare le utenze in modo che lo stadio torni disponibile cosa bisogna fare?
Benecchi: «Settimana prossima parleremo con chi di dovere»
Vescusio: «Ovviamente è una priorità, per far allenare la squadra e metterla in condizione di giocare in casa loro. Solo che non si è riusciti, anche in virtù delle feste e di tutte queste cose che sono piombate improvvisamente tra capo e collo del Calcio Varese, poterlo ripristinare entro la prossima domenica che si gioca. Anzi, prima, perché dovrà giocare la Primavera del Milan».

La vertenza di Verderame in scadenza? Arriverà la penalizzazione?
Benecchi: «Lunedì. Scade il 13, pagamento il 14 che è lunedì. C’è tempo il lunedì».

La squadra le ha garantito che scenderà in campo a Ponte Tresa?
Benecchi: «Stanno dialogando. Penso che per buon senso e logica lo faranno. Il timore della squadra è quello che nel momento in cui dovessero giocare la prima partita del girone di ritorno rimarrebbero vincolati fino a fine stagione. Quindi vogliono avere giustamente delle conferme».
Vescusio: «Conferme che sono state date. Abbiamo passato il numero di Fadani e del sindaco al capitano, per provare a capire qualcosa affinché abbiano qualche nozione in più in modo che poi possano decidere. Ho proposto anche a loro di chiedere a Fadani di mandare un comunicato ufficiale in cui si possa esporre a mettere la squadra di potersi fidare di questa nuova situazione».
Benecchi: «In una logica di completa e totale trasparenza, più che chiedere alla proprietà entrante di dare delle conferme e il numero di telefono non si possa fare».

Il sindaco?
Benecchi: «Chiaramente sta dialogando anche con Fadani. L’anno scorso eravamo insieme e io e Fadani abbiamo chiamato il sindaco, abbiamo avuto un po’ di difficoltà nel riuscire a comunicare, ma tra di loro si sono già parlati e qualche misura l’hanno già presa, di buon auspicio. Chiaro che le cose vanno completate».

Ma se le verifiche di Fadani non saranno positive, salta tutto.
Benecchi: «Certo, questa è una delle possibilità. Come può capitare che esco da quella porta e mi cade una tegola in testa». 

Su questo la squadra come si è espressa?
Benecchi: «Loro credono, come è sempre stato, che ogni cosa che ho detto è stata fatta. Loro sono allineati rispetto a quello che dico. Non sono aduso dire una cosa e farne un’altra: quello che è sempre stato detto, è sempre stato fatto».

Le attività del settore giovanile quando riprendono? Cosa dice ai genitori che si sono anche sentiti presi in giro, soprattutto ora che i loro figli non possono allenarsi?
Benecchi: «Le attività riprendono la settimana prossima. Lo slittamento di una settimana è maturato dal fatto che stavamo dialogando per il passaggio delle quote. Una situazione da risolvere subito, con la settimana prossima sarà presa in mano e risolta».

Gli steward?
Benecchi: «Anche quello».

Quindi tutto quello che non è arrivato fino ad ora, per pagare vertenze e altro, diciamo 300.000 euro, arrivano settimana prossima?
Benecchi: «Il concetto è questo».

E se ci fosse una verifica negativa da parte di Fadani?
Benecchi: «Non arriveranno».

E lei in quel caso cosa farebbe? Porterebbe i libri in tribunale?
Benecchi: «Ci sono diverse situazioni. Non posso fasciarmi la testa prima di romperla. Ed è evidente che quello che vi dico è stato concordato e condiviso. Quello che mi stai dicendo è una possibilità molto remota».

Il passaggio di quote avverrà tra 4/6 settimane. Nel frattempo chi ci mette i soldi?
Benecchi: «Arriveranno da me».

Il passaggio di quote avverrà in 4/6 settimane. Ma una settimana fa ce l’avete comunicato come già fatto…
Benecchi: «La situazione del Varese Calcio è molto complessa e articolata. La soluzione del problema passa attraverso una dinamica che vuole essere gestita attraverso un fondo. Una dinamica che non è quella tra me e te…».

Ok, ma la domanda è più semplice. Ed è questa: una settimana fa ci avete detto “io Claudio Benecchi ho passato le quote a Enrico Fadani”. Oggi invece sentiamo “Le quote le passo tra 4/6 settimane”, stessi discorsi fatti quest’estate per le quote alla Varese Concept e quant’altro…
Benecchi: «Spiego le dinamiche. Il percorso delle quote è già stato condiviso. La tempistica dipende dal fatto che se parli tra due imprenditori, uno propone, l’altro dice sì o no. Se parli con un fondo ci vuole più tempo».

Quindi il fondo prende le quote del Varese? O quelle di Varese Concept?
Benecchi: «Sì. Tutte le quote. Per cui sia Varese Concept che Varese ssd. Che al momento è tutto mio. Ma la dinamica di relazionarsi con un fondo passa attraverso queste tempistiche. Quando io ho detto “cedo le quote a Fadani”, in effetti lui è il rappresentante del fondo. Se fosse stato l’imprenditore Fadani adesso era tutto risolto. Ma se ti relazioni con un fondo ci vuole il tempo necessario e quindi abbiamo dovuto condividere un percorso affinché le cose potessero funzionare e fossero rimesse in sesto in funzione delle tempistiche che occorrono per arrivare a quel punto lì, tra cui la copertura economica».

Stiamo parlando di un fondo, che dovrebbe entrare per un programma di cinque anni con tantissimi soldi, non c’era un modo per non arrivare a oggi con uno stadio chiuso, un centro sportivo chiuso, una squadra che deve giocare lontano da casa in un campo concesso per cortesia…
Benecchi: « Come detto prima anche da te, le cose dovevano già essere sistemate tempo fa. Per cui questo gap che si è generato, non per colpa mia e neanche per colpa di Fadani, non ci sarebbe stato…».

Quindi per colpa di Fabrizio Berni?
Benecchi: «Non ho detto questo e non lo dirò mai. Per diverse motivazioni, si è generato questo gap. E questo gap ha portato purtroppo alla situazione attuale. Una situazione attuale che è comunque ancora risolvibile».

Certo, è risolvibile ma vedo che qui a Calcinate ci sono tre squadre che si allenano contemporaneamente, la squadra non ha potuto allenarsi mercoledì, domenica non si gioca allo stadio… Forse non è lei la persona giusta a cui chiederlo, forse lo sarebbero Fadani o il fondo di investimento, che si presenteranno con il biglietto da visita di un Varese che gioca a Ponte Tresa, dopo giorni in cui è stato detto che le quote passano ma non passano…
Benecchi: «I motivi per cui il Franco Ossola non è fruibile li abbiamo detto».

Cioè che non sono state pagate le bollette…
Benecchi: «Può essere un motivo. Quando hai un problema, devi trovare una soluzione: quale soluzione prendi?».

Pagare.
Benecchi: «Bene. Quando puoi farlo. Settimana prossima sarà fatto».

Ma non sono state pagate le bollette sia del debito pregresso che di questa gestione?
Benecchi: «Sì, giusto».

Avete detto alla squadra di sentire anche Fadani per le garanzie future, però ha detto che le garanzie immediate le darà lei.
Benecchi: «Chiaro che loro essendo in una situazione che se dovessero giocare domenica si troverebbero vincolati fino a fine campionato, vogliono una garanzia anche per il futuro».

Ma il prossimo mese sarà vincolato a lei.
Benecchi: «Sì, sicuramente. Ma come già capitato in altre occasioni, per esempio quando gli ultras hanno chiesto alla squadra di non giocare, io non sono andato dalla squadra a dire “non dovete giocare”. Loro sono maggiorenni e sanno che nella vita bisogna prendere decisioni. Sono andato, tutti presenti, e ho detto che dovevano decidere loro e che dovevano essere responsabili di fronte alla decisione che prendete. E questa sarà un’altra decisione che dovranno prendere loro, perché la crescita delle persone e anche degli sportivi passa attraverso delle decisioni.

Se la squadra non si presentasse, la società cosa farebbe?
Benecchi: «Lo valuteremo nel momento in cui questo dovesse capitare».

Se decidessero di non presentarsi, mandereste la Juniores?
Benecchi: «Di soluzione ce n’è più di una. Andranno valutate nel momento opportuno. Domani si saprà. Io comunque sono convinto che i ragazzi giocheranno. Saranno loro a deciderlo e io non voglio imporre la mia decisione, è giusta che loro prendano la loro decisione».

La sua al momento è una garanzia verbale nei confronti della squadra?
Benecchi: «Certo, finché lunedì non vedono i soldi sul tavolo può essere solo verbale. A me però sembra che quando ho detto “ragazzi vengo a pagare gli stipendi”, l’ho fatto».

Oggi non si riusciva a fare qualcosa in questo senso?
Benecchi: «Secondo te non ci abbiamo provato?».

Ma cosa cambia tra oggi e lunedì?
Benecchi: «Cambia che la copertura sarà da lunedì. Io ho chiesto ai ragazzi “che garanzie volete? Che percorso volete fare?”».

Cosa hanno risposto?
Benecchi: «Hanno chiesto se potevano parlare con Fadani: ho dato loro il numero di telefono».

La rosa conta 14 giocatori e c’è anche la Coppa da giocare…
Benecchi: «Ci dobbiamo strutturare, ma è già tutto programmato. Evidente che la rosa dovrà essere rinforzata».

Tutto programmato in base a ipotesi positive. Ma se le cose vanno male, c’è un piano B? O un piano fallimentare…?
Benecchi: «Qualcuno lo ha già fatto prima di me. Ed è stato anche bravo… Devo andare avanti? Io comunque penso positivo, non negativo».

Ma c’è un clima di sospensione giusto?
Benecchi: «Certo, siamo passati da una fase di bufera pura, chiaro che siamo a quel punto lì».

Sul settore giovanile: conferma una data? Settimana prossima si ricomincia al 100% o si cercherà di risolvere la situazione per farle riniziare poi?
Benecchi: «Settimana prossima dobbiamo risolverle, non programmare la risoluzione in seguito. Il passaggio corretto è fornire completamente i kit: perché purtroppo chi non è al corrente di quanto successo, non si rende conto di cosa ha generato il problema. Quindi bisogna fare un passo indietro, rimettere tutti in pari i ragazzi con i kit, perché qualcun altro ha fatto degli errori. Non parlo di persone nostre, ma di persone esterne, che ha fatto errori grossi e noi ne paghiamo le conseguenze. Parlo del fornitore (Mizuno, ndr)? Certo. Ha fatto errori grossi e noi paghiamo le conseguenze di un errore che ha fatto un altro, che ha già messo i soldi in tasca».

Berni, a novembre, diceva di non lavorare più per il Varese ma era a Parma a incontrarsi con l’Errea: può confermare? Tanto che sono arrivati anche dei kit di prova dell’Errea…
Benecchi: «Non voglio entrare in queste dinamiche, perché io quando dico una cosa è quello che ho fatto. Comunque dobbiamo riallineare tutto, potrebbe essere un’alternativa rispetto al fornitore con cui abbiamo fatto il contratto a inizio stagione». 

Quando a livello effettivo i bambini del settore giovanile potranno tornare ad allenarsi?
Benecchi: «Penso già dalla settimana prossima, entro la fine della settimana prossima». 

11 Commenti

  1. “la settimana prossima” una fiction incredibile che è già alla seconda stagione.Una saga avvincente ambientata nella contea dei sette laghi, con personaggi fantastici che cambiano in continuazione.
    Non perdetevi la prossima puntata!

  2. Dal mercante d’oro al venditore di tappeti, dall’accedemico della crusca al farmacista…. che cantastorie che abbiamo a Varese. Che mirabolanti avventure di uomini pieni di parole e meno di buone idee e volontà di spendere. Sempre colpa dell’altro e dall’altro ancora.
    Come la Virtus Lanciano e altre squadre faremo solo le giovanili e ci ricorderemo dei tempi che furono in attesa di sfidare il Don Bosco per conquistare i play off di Terza

    • Bravo @Giorgio, sintesi perfetta e tristemente vera!
      The same old story, vedasi l’attuale governo e quello precedente che scaricano le colpe e le magagne sempre e solo sugli altri! Così non si va’ da nessuna parte!

  3. Hanno trovato il tempo per sporcare il logo e invertire il nome.

    Ma non lasceranno traccia nella storia pluricentenaria, se non una goccia di fango che presto il futuro cancellerà.

  4. Resto basito dall’ennesima sequela di parole vaghe, contraddittorie, illogiche e spesso sintatticamente zoppicanti. Non credo che lunedi magicamente piovano denari, per cui il gioco e’ finito. Ma rinasceremo, ripartendo da persone come Maccecchini, che hanno a cuore solo il Varese.

    • Ma stavolta serve ripartire subito da una base solida: una società vergine con nome Varese è una preda troppo ghiotta per i più squallidi avventurieri. A fondarsi solo sui buoni sentimenti di un Maccecchini (che peraltro credo dovrebbe spiegarci perché a suo tempo lo slovacco gli piaceva così tanto …) si ritorna a gambe all’aria in due settimane.
      No no, qui serve gente che abbia la forza di dire NO e sbattere la porta in faccia a chi vuole entrare nel Varese per i porci comodi suoi.

  5. Come diceva il grande Toto’ :Ma mi faccia il piacere!!Dichiarazioni meritevoli del Tapiro d’oro ,avvertire subito Valerio Staffelli…

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