Tecnologia sul lavoro: occhio all’aumento del senso di solitudine!

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L’evoluzione della tecnologia, nel corso degli ultimi anni, è stata veramente impressionante. La tendenza è quella che vede le persone sempre più connesse, non solamente nel corso dell’attività di lavoro, ma anche durante il tempo libero, non importa se per prenotare un weekend al mare o per scoprire i casino online con promozioni e bonus migliori, di cui si dispone. In tantissimi uffici, al giorno d’oggi, sempre più lavoratori devono prendere parte a delle forme di comunicazione tipicamente hi-tech, come le discussioni via Skype, le chat online e la realizzazione di email e altri contenuti specifici sul web e sui canali social.

La comunicazione via chat e Skype fa davvero bene all’ambiente di lavoro?

Insomma, la comunicazione 3.0 si sta facendo strada in qualsiasi ambito lavorativo, ma al tempo stesso tutto questo ha portato ad una netta diminuzione dell’interazione che avviene tra le persone. Sul posto di lavoro, tutto questo significa solamente una cosa: per via dell’impiego smisurato di tutte queste nuove tecnologie, il lavoratore può rischiare di essere oggetto di un vero e proprio senso di solitudine.

Senso di solitudine e come contrastarlo

La tecnologia sul posto di lavoro si usa molto più costantemente rispetto al passato: dal punto di vista dei risultati è senz’altro un grande salto in avanti, ma con il passare del tempo questo aspetto potrebbe causare non solo un senso di solitudine, ma anche un certo smarrimento. Ed è chiaro come la salute di chi lavora giornalmente in tali ambienti verrebbe messa a dura prova.

Anche quando le distanze sono notevoli, in realtà sembra di lavorare seduti quasi di fianco a colleghi che operano da New York o a Pechino, rispetto alla propria sede di Milano, ad esempio. È una sensazione verissima, ma al tempo stesso anche piuttosto paradossale, visto che può capitare, quindi, di avvertire un certo isolamento anche mentre si sta lavorando. Si tratta di una teoria che è stata portata avanti da parte del Direttore di Hays, Alessandro Bossi: un senso di solitudine che diventa opprimente al punto tale da bloccare qualsiasi stimolo lavorativo e addirittura portare alle dimissioni.

Come si affronta questo senso di solitudine?

Ecco, quindi, che tale senso di depressione e di isolamento si deve affrontare nel modo corretto. Prima di tutto, è necessario cercare di svolgere un’attività di prevenzione andando alla ricerca di un corretto equilibrio tra le diverse relazioni intrattenute con le persone reali, gestendo con attenzioni le interazioni che avvengono, invece, tramite i device mobili, i computer e tutti gli altri strumenti tecnologici. Secondo quanto riferito da Hays, pare che per evitare di incappare in questa trappola del senso di solitudine sul luogo di lavoro, ci siano diversi fattori da tenere in considerazione. Il primo passo in tale senso è quello di creare una buona cultura aziendale, per permettere ai vari dipendenti di vivere il proprio orario lavorativo in un clima sereno e tranquillo. Al tempo stesso, si devono incoraggiare i dipendenti a dialogare in maniera il più attiva possibile con i manager e tra colleghi. Infine, i meeting, organizzati in maniera periodica, servono per cercare di far sentire parte del gruppo anche tutte quelle figure che lavorano da remoto. Infine, le attività di engagement sono un altro strumento importante in tal senso.

 

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