Supercoppa in Arabia con tribuna per soli maschi: lo sapete da mesi e vi indignate dieci giorni prima? Ps: nel 2022 i Mondiali sono in Qatar

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Federica Rogato abita a Pescara ma ha lavorato a Varese, è conosciutissima nel mondo del calcio ed è, soprattutto, nel cuore di questo giornale. Sulla Supercoppa tra Juventus e Milan che si giocherà mercoledì 16 gennaio al King Abdullah Sports City Stadium di Gedda, in Arabia Saudita, ha scritto queste righe che profumano di anticonformismo, coraggio, verità. Ve le proponiamo.

Non sono femminista, non credo nelle quote rosa e nel diritto a esserci, come presa di posizione e per legge, ovunque e sempre.

Ma credo nell’uguaglianza, nella giustizia e nella meritocrazia.

E questo mi basta per sapere che io, donna o uomo che sia, posso fare ed essere quello che voglio, nel rispetto delle leggi, di me stesso, degli altri, senza dover elemosinare quelle che per alcuni sono concessioni, ma che, in realtà, sono diritti, o “normalità”, che non si dovrebbero neppure mettere in discussione.

Sono stata una delle prime donne con ruolo dirigenziale importante nel calcio professionistico e, seppure ambiente – per ovvie ragioni – maschile, non ho mai riscontrato alcuna discriminazione. Magari qualche occhiata incuriosita di troppo, ma mai mancanza di rispetto o non riconoscimento della mia professionalità.

E oggi, leggere che nell’imminente Supercoppa Italiana che si giocherà in Arabia Saudita le donne saranno discriminate perché ghettizzate in uno spazio esclusivo mi fa specie. Mi fa specie, da un lato, che qualcuno abbia detto che è quasi grasso che cola perché fino all’anno scorso in quei luoghi le donne non erano neppure ammesse. Ma mi fa specie, di contro, che si faccia polemica a dieci giorni dall’evento, visto che sono mesi che eravamo a conoscenza di dove si sarebbe disputata questa finale.

Nel 2022 i mondiali si faranno in Qatar: e a oggi solo le donne straniere potranno entrare e godersi lo spettacolo, ma probabilmente le wags dovranno rivedere il loro guardaroba succinto per dare spazio ad abiti ritenuti più consoni.

Ecco, io vi ho avvertito con qualche anno di anticipo: non mi fate leggere la polemica a un mese dai mondiali. Se si lotta per dei diritti sacrosanti, si deve lottare tutti i giorni, non per uscire sui giornali a ruota con gli altri senza poi riuscire a fare nulla di concreto.
Alle parole devono seguire sempre i fatti.

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