«Qui Radio Busto, l’Italia è libera»: addio a Giovanni Lombardo, l’uomo della prima radio senza padroni

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Se ne è andato l’uomo della prima radio libera. Aveva 103 anni, si chiamava Giovanni Lombardo, era bustocco ad honorem dal 2003 e da Radio Busto trasmise al mondo la liberazione d’Italia.
 
Alle 22 del 25 aprile 1945 «sulla lunghezza d’onda dell’ex trasmittente fascista Radio Tevere, la Radio dell’Alto Milanese liberato dai patrioti ha improvvisamente dato notizia dell’occupazione di numerosi centri della Lombardia da parte di Brigate garibaldine». Cominciava così l’articolo de Il Giornale di Sicilia del 26 aprile del ’45: l’uomo che decise di trasmettere l’annuncio fu proprio Giovanni Lombardo che cinque anni prima era partito da Palermo per poi arrivare a Busto Arsizio.

Lombardo fu protagonista della storica trasmissione che per prima annunciò la fine della guerra nel nostro paese leggendo il comunicato della liberazione del Nord Italia, la dichiarazione della caduta del regime fascista e l’invito alla popolazione a partecipare alla liberazione per ordine del servizio segreto americano e del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia.

Radio Busto Arsizio (“In precedenza Radio Tevere e Radio Alto Milanese, anche conosciuta come Radio Busto Libera”) decise di trasmettere autonomamente l’annuncio, scollegata dalle altre stazioni EIAR – l’operatore radiofonico a lungo voce del fascismo – e per questo Lombardò pagò un duro prezzo, perdendo il posto di lavoro.

Proprio Lombardo raccontò come andò la sera di quel 25 aprile. Quando, dopo aver diffuso la canzone del Piave, l’annuncio andò in onda: “Cittadino italiano, tu che hai sofferto per la tua patria ancora una volta calpestata dal barbaro nemico, l’ora della tua liberazione è giunta. Lavoratore, ancora per qualche giorno controlla ogni tentativo di distruzione delle tue macchine, delle tue officine, delle tue fabbriche, delle centrali elettriche. Salva la tua ricchezza di domani. Industriali, disponete perché il lavoro continui, perché le mense aziendali non abbiano a  subire interruzioni. Donne, siate degne nel’ora che volge. Italiani tutti, al vostro posto per la battaglia!”.

Quell’annuncio della Liberazione arrivò anche oltreoceano: «Alle 22 in Italia tutti dormivano – raccontò Lombardo – invece la trasmissione in onde corte fu ricevuta in America dove erano le 16, mentre in Italia ancora non si sapeva niente».

Per quello scoop, e per aver deciso di trasmettere la dichiarazione, Giovanni pagò con il licenziamento, e Radio Busto con la chiusura; gli fu imputato di aver deciso di comunicare al mondo la liberazione d’Italia in base a ciò che gli dicevano i capi della Resistenza in città e un agente segreto Usa. 

Mai decisione, però, fu più libera di quella: «Qui Radio Busto, l’Italia è libera». 

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