Quella foto del Franco Ossola con l’erba alta ci fa perdere anche la dignità

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Il prato del Franco Ossola, chiuso da metà dicembre, è conciato così: forse si aspetta la luna calante per falciare l'erba, che tra poco avrà raggiunto l'altezza delle panchine. Se ci sono ancora...
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Come un’area dismessa senza onore né dignità.
C’è una foto, una sola foto, che sostituisce ogni parola. Come un pugno nello stomaco a tutti: città, tifosi, storia, dirigenti di ogni era, calciatori del presente e del passato, politici di ogni sponda e latitudine.
Postata oggi da Ezio Macchi, testimonia lo stato attuale del Franco Ossola e del Varese Calcio: abbandono, solitudine, desolazione.
Più che agonia, fine dei giochi e della vita.
Il prato di Meazza, Pasquina, Franco e Cicci Ossola, Picchi, Boninsegna, Bettega, Anastasi, Da Pozzo, Riccardo e Sean Sogliano, Maroso, Braida, Calloni, Libera, Mastalli, Limido, Di Giovanni, Gentile, Davide, Luca e Stefano Pellegrini, Rampulla, Zunico, Pellissier, Neto, Zecchin, Buzzegoli, Pavoletti, Arcari, Liedholm, Fascetti, Sannino, Maran, Casati, il Cumenda Borghi e il figlio Guido, Claudio Milanese è infestato dall’erba alta, come un campo di campagna dove si aspetta la luna calante per falciare (tutto ciò che deve arrestarsi e morire va fatto quando la luna ha la gobba a est), il prato che per il giardiniere Franco Vanoni era quasi un figlio («Il pensiero che quell’erba resti sola e abbandonata mi mette angoscia, tristezza, mi fa male» disse un giorno del 2015), il prato dove si è scritta la storia della città e del calcio dimenticato anche dall’ultima mano pietosa.
Senza più cuore né memoria, giriamo al largo dallo stadio o facciamo finta di non vedere passando davanti a quei cancelli che fino al 2015 accoglievano ogni domenica migliaia di persone. Ora il nulla, solo un buco nero che ha inghiottito tutti e tutto.
Fino alla foto di Ezio Macchi e a quel suo ingenuo, sanguinoso e lancinante «così è messo il nostro amato Ossola, mi viene da piangere». Almeno c’è ancora una persona in questo mondo che osa avere uno scatto d’orgoglio, spezzando il silenzio prima che le sue parole – e la sua foto – cadano in quel vuoto che ha già inghiottito il Franco Ossola e, con esso, anche un po’ di noi. Della nostra memoria. Della nostra storia. Della nostra dignità.

18 Commenti

  1. SCUSATE MA PERCHE’ IL COMUNE NON CI MANDA I SUOI DIPENDENTI A TAGLIARE L’ERBA? E’ O NON E’ UN BENE COMUNALE LO STADIO? MA COSA ASPETTANO? VERGOGNA, QUI IL CALCIO NON C’ENTRA NIENTE

    • scusami, cosa dovrebbe farci il comune? C’è ancora una concessione in essere, anche se non più goduta, non se ne esce con la bacchetta magica

      • No la concessione è stata ritirata…è del comune…che mantiene così i suoi impianti…che dire d’altronde di un comune di 80 mila abitanti che ha 3, tre, campi di calcio.in tutto, uno tenuto peggio dell’altro

  2. Patetico addossare le colpe all’una o all’altra parte. Comunque la si possa pensare, questa foto è, per tifosi ultratrentennali come il sottoscritto, un pugno allo stomaco e una grande ed infinita vergogna per come è finito il calcio a Varese. Nessuno ha più ormai un minimo di orgoglio e rispetto per la storia della (ex) squadra!

  3. sono d’accordo con te Mike, e’ un pugno allo stomaco per chi e’ malato di Varese e frequenta, come me, il Franco Ossola da 35 anni.
    Ma novita’ positive a breve non se ne vedono ( e non parlatemi dell’Academia Varese con Limido presidente…per favore…)e allora non si puo’ lasciare andare cosi’ una struttura ( non parlo solo dell’erba, penso agli spogliatoi, alle tubature, al campetto dietro ai distinti sempre uguale da decenni), manca programmazione, voglia, interesse,idee e mancano prima di tutto a chi amministra la citta’ ( oggi e in passato). Come si puo’ pensare di avvicinare qualcuno di serio ( anzi di Serio con la S maiuscola) che si trova poi a gestire una struttura che fa pena e cade a pezzi? o si vuole obbligare chi gestisce la societa’ sportiva a sobbarcarsi i costi di manutenzione/migliorie varie come fanno i dirimpettai del basket? ( tanto di cappello ma gli interventi strutturali dovrebbe farli il proprietario cioe’ il Comune, l’ampliamento del palazzetto e’ piantato li’ cosi’ da trent’anni).
    Il Varese sarebbe fallito lo stesso vista la gentaglia che l’ha amministrato negli ultimi 25 anni ( gli ultimi seri sono stati Orrigoni senior e Milanese, gli altri hanno avuto tutti, proprio tutti guai con la giustizia), ma al netto di costi di manutenzione del prato, bollette stratosferiche, campi da gioco rimessi a nuovo e messi a reddito, probabilmente la situazione non sarebbe cosi’ tragica

    • @FABIO, sottoscrivo in toto. E anche @Luca ha ragione. Se fosse possibile, mi proporrei per (almeno) tagliare l’erba del mitico Franco Ossola….gratis , naturalmente! I “giovani tifosi” di oggi dell’ormai fu Varese, non possono capire veramente cosa significa per noi “senior” assistere ad una caporetto del genere! Sarà sempre solo sport, ma per noi ha una valenza particolare che ti devasta l’anima, vero Fabio?! E non esagero…..

  4. oggi ricorre il 13 giugno 2010 quando Buzzegoli e Carrozza ci riportavano in B
    Grazie ancora ai ragazzi definiti UNICI

  5. Non credo che il comune vada in fallimento se utilizza un operaio per un giorno e gli fa tagliare il prato ..è questione di buon senso non di concessioni contratti e quant altro ..basta farci ridere dietro da tutta Italia

  6. Ma sta foto l’avete fatta vedere al sindaco.Stanno mandando a puttane non un campetto di calcio come tanti ne abbiam visti in eccellenza ma uno stadio intero con tanto di settori vari. Ma qui si aspetta la venuta di un qualche messia che risolva tutto. Per quanto riguarda il calcio (era di Borghi a parte) son proprio nato nella città sbagliata

  7. Ma un minimo di orgoglio e dignità anche per il Comune non esiste proprio più??? Ignorare ed umiliare in questo modo il Franco Ossola è vergognoso per una città come Varese che, con rispetto parlando, non è Canicattì e che quindi dovrebbe garantire un futuro certo e onorevole a questa storica struttura!

  8. mi ripeto… la politica si adoperi affinché la Varesina diventi la squadra della città, coinvolgendo e convincendo altri imprenditori a dare una mano…. dopo occorre affidargli lo stadio in convenzione per almeno 30 anni affinché lo migliorino e nel frattempo lo facciano fruttare….. la Varesina in passato non mi era sembrata insensibile…

  9. @PQ 59 Dubito fortemente che la Varesina sia interessata a Varese (intendo come città) e al suo stadio. Penso che non abbia le potenzialità economiche per sostenere le ambizioni del capoluogo né la voglia di fare un passo in più rispetto alla loro realtà di provincia. E’ una scelta rispettabile che li tiene in piedi da anni senza debiti e con risultati soddisfacenti e non avrebbe senso cambiare. A Varese le uniche risorse erano/sono le giovanili e infatti i soliti noti “amici del Varese” si stanno già organizzando per dare la possibilità di giocare ai bimbi e solo per inciso, di intascarsi le rette dei genitori.

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