Più nubi che luci all’orizzonte: Univa scuote il Governo e indica le priorità

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È un orizzonte denso di nubi quello tracciato da Riccardo Comerio, presidente degli industriali varesini al tradizionale incontro di inizio anno con la stampa: l’economia reale, quella raccontata e vissuta sulla pelle delle imprese, è in rallentamento e non offre segnali incoraggianti e la politica sembra aver dimenticato temi prioritari per il bene del Paese. «Da imprenditore penso che se conducessimo un’azienda così come stanno conducendo il Paese, non so proprio dove andrebbe a finire questa azienda». Troppi i temi messi da parte dalla politica per concentrarsi sulle due costanti della campagna elettorale, reddito di cittadinanza e quota cento: «Bene, ora li abbiamo fatti, andiamo avanti» ha tuonato il leader degli industriali «questi due capitoli hanno completamente tolto risorse per tutto il resto: nella legge di stabilità non si parla di energia, di ricerca e sviluppo, di attrattività internazionale, e i cantieri sono fermi».

I TEMI PRIORITARI SU CUI LAVORARE

Un tema, quello delle infrastrutture, che è un vero e proprio nervo scoperto: «Mi sono proprio stufato di sentire Tav si, Tav no, di vedere oltre 400 cantieri fermi e un paese completamente paralizzato su di un tema fondamentale come quello delle infrastrutture. Che sono il nostro futuro: per il Paese e tanto più per una provincia come la nostra con una tale densità di imprese, proiettate sui mercati esteri». Una situazione di immobilismo «che non ci possiamo permettere».

Ma non sono solo le infrastrutture la priorità su cui il Paese deve lavorare: Comerio ha tracciato sei priorità, sei temi «nei quali c’è tutta la partita dei prossimi tre anni».

La seconda priorità si chiama produttività. «Un tema poco popolare e poco elettorale – ha riconosciuto Comerio – ma è un vero problema che blocca il Paese ad una bassa crescita. Per invertire la tendenza occorre sostenere le imprese nel processo di dare maggiore valore al proprio prodotto e servizio, prevedendo una politica di sostegno agli investimenti: il contrario di quanto avvenuto con il ridimensionamento del Piano Impresa 4.0 deciso in Legge di Bilancio».

Terza voce su cui lavorare è quella del carico fiscale. «Proprio per incrementare la produttività – ha continuato il ragionamento il Presidente di Univa – occorre intervenire sulla leva fiscale non con interventi a pioggia, ma con una politica mirata ad abbattere il cuneo fiscale e detassando i premi di produttività».

Altri due temi fondamentali sono la formazione e la semplificazione, «e in questo senso non ci è sembrato lungimirante il taglio di 50 milioni di euro apportato dalla Legge di Bilancio ai fondi per l’alternanza».

Infine la partita dell’Europa sulla quale Comerio rivendica il convinto europeismo degli imprenditori varesini: «Non è colpa della Ue, ma della stessa Italia e della propria classe politica e dirigente che opera a Bruxelles e a Strasburgo se gli interessi del Paese e della sua industria vengono spesso bistrattati in sede europea». Il minimo sindacale per entrare nella partita europea deve partire dalle persone messe in campo «che confidiamo abbiano la competenza minima necessaria per essere al posto giusto: altrimenti non possiamo poi lamentarci se non portiamo a casa risultati rispetto ai nostri partner europei».

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