Parola a Benecchi: «Il Calcio Varese si iscriverà al prossimo campionato. Altomonte? Sparito con un pretesto… e un whatsapp»

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Il presidente e proprietario Claudio Benecchi
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Del Calcio Varese, dopo mesi di sovraesposizione – in particolare con la (presunta) trattativa Altomonte -, se ne sa poco o nulla. I tifosi si chiedono cosa stia succedendo e, soprattutto, cosa accadrà. A breve termine, rispetto all’udienza della Procura Federale sulla questione vertenze; a lungo termine, con la domanda che tutti si fanno: esisterà ancora? Lo abbiamo chiesto all’unica persona interpellabile: il presidente e proprietario Claudio Benecchi.

Benecchi, il pubblico del Varese si chiede se la squadra verrà iscritta al prossimo campionato, qualunque esso sia. Può dare una certezza in questo senso?
Certo che sì. Si sta lavorando in questa direzione.

La Procura Federale ha fissato per giovedì 23 maggio l’udienza legata alle vertenze non pagate: si attendono almeno 15 punti di penalizzazione. Come sta affrontando questa situazione?
C’è un dialogo aperto con la Federazione e con i giocatori che hanno presentato le vertenze attraverso il loro avvocato. L’idea è di presentarsi a quella data con una soluzione.

Ovvero pagando le vertenze per avere uno “sconto”?
Sì, stiamo dialogando ma non posso anticipare nulla. Questa eventualità non dipende solo dalla nostra volontà. Però ci si sta confrontando. 

I rischi sono due: la retrocessione diretta o i playout.
La prima non si può verificare, neanche nella peggiore delle ipotesi. Per la seconda, come detto, stiamo dialogando con chi di dovere. E se dovesse succedere, dovremo provvedere a giocare. 

Qual è la situazione societaria in questo momento?
Come già accaduto in tutte le occasioni precedenti e a seguire, io sono solo e sto contando solo sulle mie forze. Ho già stanziato ingenti somme per tenere il Calcio Varese a galla: altrimenti, sarebbe già andato gambe all’aria. In questo momento sto dialogando con alcuni gruppi per una soluzione nell’immediato e per dare un futuro sereno e coerente: servono cinque/sei anni di progetto con una copertura economica adeguata. I gruppi interessati sono 3 e qualcuno di loro si era già avvicinato in passato. Nella settimana entrante potrebbe succedere qualcosa, ma si preferisce muoversi con cautela visti i precedenti in cui si erano date per assodate delle operazioni che dovevano concludersi a breve e invece poi è andata diversamente.

Come la trattativa con il gruppo rappresentato da Domenico Altomonte…
Sono spariti la sera prima dell’incontro dal notaio: era fissato per mercoledì mattina, la sera di martedì si sono tirati indietro con un messaggio su whatsapp. La loro motivazione, come ricorderete, fu il problema dell’aumento di capitale: ma io quel discorso l’ho risolto la mattina seguente in Camera di Commercio, facendo ciò che doveva essere fatto da chi aveva in mano la società al tempo (Benecchi si riferisce a Taddeo, ndr). Dunque quella motivazione era un pretesto, una “bufala”: da parte mia c’è stata trasparenza, dall’altra parte mi pare invece evidente come ci fossero altri motivi, finalità differenti.

6 Commenti

  1. Non mi riesce di capire in virtu’ di quale motivo sarebbe da escludersi a priori la retrocessione diretta. E inoltre, ancora dobbiamo credere alla favola che vi possa essere qualcuno interessato a rilevare un debito di quasi 1 milione di euro per fare l’eccellenza o addirittura la promozione?

  2. Benecchi, ne abbiamo viste di tutti i colori, prese in giro clamorose ed offensive, umiliazioni devastanti e personaggi da circo equestre, per cortesia ora basta parole ma fatti concreti!

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