L’ESEMPIO PIÙ BELLO. La squadra di basket in carrozzina retrocede all’ultimo secondo: «Grazie a tutti. Aspettateci, torneremo»

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Il manifesto-slogan postato sulla pagina Facebook dell'Handicap Sport Varese insieme al commento sulla retrocessione in serie B
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Due punti, due nullità, due soffi di vento, due secondi bastano per retrocedere ma anche per dire grazie. La squadra di basket in carrozzina di Varese, la Cimberio Handicap Sport, è condannata alla serie B dopo anni di grandi soddisfazioni perché nelle due gare dello spareggio salvezza che aveva praticamente già vinto prima viene trafitta da una tripla della disperazione a 4 secondi dalla fine e, poi, in trasferta a Bergamo, da due tiri liberi sulla sirena assegnati per un fallo su un tiro da tre all’ultimo secondo. In qualunque altro sport e nella vita avremmo fatto il conto con rimpianti, tragedie, polemiche, rivendicazioni mentre qui abbiamo a che fare con persone uniche e le cose sono andate in ben altra maniera.

La società dell’Handicap Sport Varese aspetta qualche giorno e, poi, nella serata di giovedì 9 maggio scrive poche righe di commento alla retrocessione che racchiudono la linfa dello sport e della vita. Poche righe da manuale che meriterebbero l’apertura di un giornale (e infatti noi gliela diamo). Perché siamo di fronte a dei ragazzi in carrozzina e a una società da cui imparare tutto. Impariamo da loro a perdere. Impariamo da loro a trarre le conseguenze, a vivere e non sopravvivere, a guardare in faccia la realtà, a essere forti prima fuori e poi sul campo, anche se il campo (il cielo) disegnano il più atroce e crudele dei finali. Che però non è mai la fine ma un inizio: anche questo impariamo da loro.

E poi impariamo ad andare avanti e a non fermarci. A non guardare indietro. A decidere. A tenere la testa alta e dritta, anche se fa male e anche se viene voglia di farla finita o rivolgersi da un’altra parte. Impariamo ad avere tutto il coraggio che gli altri non hanno e non si possono dare, né nella vittoria né nella sconfitta, né nella normalità né nell’essere speciali. Impariamo a scrivere e pensare e agire anche quando non viene voglia di scrivere e pensare quelle cose o agire in quel modo.

Impariamo a non vivere con i rimorsi. Impariamo a tirare fuori tutto. A fare scelte non per paura ma per coraggio. Ad accettare il futuro e non il passato o il presente che, nel giro di un lampo, è già passarto. A dire forza, dai, provaci e riprovaci, sempre e per sempre. Ma impariamo anche, come ci ha detto Roberto Bof un minuto dopo il verdetto del campo, «retrocessi da che cosa e rispetto a che cosa»?.

Non si può retrocedere dal miracolo di avere una squadra di basket in carrozzina a Varese, un miracolo formato dalla zoccolo duro (Carlo Marinello, Antonio Bazzi, Giorgio Pedraccini), dai varesini Francesco Roncari, Alessandro Pedron, Gabriele Silva, Emanuele Castorino, da Fabio Bottini e da tutti gli altri giocatori, dirigenti, uomini dello staff. Ecco: uomini. Uomini verticali anche se giocano o vivono, nel puro senso fisico e accidentale del termine, piegati. Dove per verticali s’intende la tensione verso certi valori e una visione più ampia della realtà che a tutti noi, a volte, sfugge. Almeno finché non c’imbattiamo in loro.

Ecco il comunicato ufficiale dell’Handicap Sport Varese sulla retrocessione in serie B, un comunicato che non avevamo mai letto da nessuno dopo una retrocessione.

Ci siamo presi qualche giorno di tempo per lasciare decantare la delusione dell’epilogo del campionato che tutti ben conoscete.
Ora a mente più lucida ci sentiamo di nuovo pronti a dire la nostra.
Siamo retrocessi. Nella prossima stagione ci vedrete partecipare al campionato di serie B. Questo ha decretato il campo e questo faremo.
Lo faremo a testa alta, consci delle nostre possibilità e rispettosi delle nuove squadre che incontreremo.
Il percorso che abbiamo fatto in tutti questi anni è stato senz’altro bello ed esaltante. La promozione dalla serie B all’A2 e l’anno successivo l’approdo in serie A. Il terzo posto in Coppa Italia. Le coppe in giro per l’Europa. Le trasferte su e giù per l’Italia. Ricordi e emozioni indelebili nei nostri cuori.
Certo abbiamo incontrato tante difficoltà, soprattutto economiche.
Ma nonostante anni difficili, nonostante le persone che in questi anni ci hanno lasciato ma che sono state sostituite da altrettante di buona volontà, nonostante le troppe critiche ricevute da, per fortuna, un numero di persone talmente esiguo da potersi contare sulle dita di una mano o poco più, siamo ancora qui.
Prenderemo le critiche costruttive che ci sono state rivolte, scarteremo quelle prive di fondamento, accetteremo tutti i consigli che ci verranno dati allo scopo di migliorarci, di crescere, di tornare nel campionato che vogliamo e del quale ci sentiamo parte.
Questa per noi è solo una RI-partenza.
Torneremo ad essere gruppo. Ricostruiremo la squadra e ricominceremo a vincere. E torneremo più forti di quanto non lo siamo stati negli ultimi anni.
Ultimo ma non meno importante vogliamo dire grazie ai nostri sponsor che ci accompagnano ormai da qualche anno e che speriamo di avere ancora accanto nelle prossime stagioni. Tutto quello che abbiamo costruito è soprattutto grazie al vostro aiuto.
Ai giocatori che si sono avvicendati negli anni. A chi resterà e a chi sceglierà strade differenti.
Alle squadre avversarie di questi anni! Aspettateci, torneremo!!!!
E anche un po’ a tutti noi dello staff, che abbiamo dedicato tanto tempo sottraendolo alle nostre famiglie e ai nostri impegni semplicemente per la passione che ci lega a questo sport, ma soprattutto a questa squadra!

La società

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