L’appello di mamma Claudia: «Mio figlio affetto da sclerosi prigioniero in casa perché l’ascensore è sempre guasto»

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La storia che vi stiamo per raccontare è incredibile. Non solo perché fatti come questi non dovrebbero mai accadere, ma perché ci ricorda che esistono ancora situazioni in cui Varese “non si muove”, “non s’illumina” e “non cambia”, anzi…

Claudia Scaccabarozzi è la mamma di Alessandro, un ragazzo di 32 anni affetto da sclerosi multipla e prigioniero in casa sua. Insieme vivono da due anni in un alloggio Aler «che ci è stato assegnato dai servizi sociali perché nell’abitazione precedente gli inquilini non hanno voluto installare il montacarichi per la carrozzina su cui è costretto mio figlio – racconta – Erano solo nove scalini, ma troppi per trasportare Alessandro su e giù in autonomia».

Così si sono trasferiti in un appartamento al terzo piano di una palazzina con ascensore. Ed è iniziato il loro calvario. «L’ascensore si guasta di continuo e mio figlio ha passato anche 20 giorni di fila senza poter uscire di casa». L’ultimo guasto risale a 10 giorni fa, ma adesso Alessandro deve necessariamente essere portato a fare la fiosioterapia e «stiamo scomodando i vigili del fuoco per poter uscire di casa. Una situazione che non può andare avanti in eterno perché anche loro non sono tenuti a farlo e nemmeno le associazioni a cui ci siamo rivolti, perché il servizio che offrono è di solo accompagnamento e non sono in grado, con i loro volontari anziani, di trasportare Alessandro per tre rampe di scale».

Nonostante le richieste di assistenza e i solleciti ad Aler, non si sa ancora per quanto tempo l’ascensore rimarrà fuori uso. «Abbiamo chiesto anche l’intervento dei tecnici, risalendo alla società napoletana che si occupa della manutenzione, ma temporeggiano senza farci sapere con certezza quando lo ripareranno e se lo faranno in via definitiva».

L’appello di mamma Claudia è disperato: «La situazione è diventata insostenibile per me e non so più a chi rivolgermi per avere risposte».

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