La pasticceria “I Capricci” diventa Negozio Storico: «Orgogliosi di far parte della storia di Tradate»

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C’è un nuovo “Negozio Storico” in provincia di Varese: il riconoscimento è stato attribuito alla pasticceria “I Capricci” di Tradate, consegnato da Alessandro Mattinzoli, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia.

Un negozio storico, fondato nel 1951, con una bella storia alle spalle, raccontata dal titolare, Daniele Bascialla a Confartigianato, che spiega come è passato da dipendente a titolare della sua pasticceria: «I titolari che si sono succeduti nella gestione del negozio non sono mai riusciti a compiere un passaggio generazionale da padre in figlio. Le nuove generazioni hanno seguito, come è giusto che fosse, le loro passioni. Così la pasticceria è passata sempre da titolare ad allievo pasticcere: questa è anche la mia storia. Ho lavorato per sette anni alla Forese e poi ho fatto altro. Sei anni fa ricevo la telefonata del vecchio titolare con la proposta di rilevare la pasticceria».

Ed ora questo riconoscimento da parte di Regione Lombardia pone l’accento sulla tradizione che Daniele ha portato avanti, insieme alla moglie Giulia con tenacia e dedizione: «Il riconoscimento di Regione Lombardia ci rende orgogliosi perché il territorio di Tradate, ma anche quello lombardo, dà un vero valore all’artigianato e ne sa cogliere l’essenza: la cura nella scelta delle materie prime, il tempo che si dedica al prodotto, la ricerca che garantisce una qualità sempre più elevata. E’ importante che il nostro lavoro venga ancora riconosciuto. Orgogliosi, quindi, di far parte della storia della città: dal 1951 siamo sempre nella stessa via e abbiamo lo stesso numero civico. E siamo affezionati a questo forno che da sempre caratterizza la nostra produzione: un Tibiletti costruito a Milano agli inizi del Novecento, alimentato a gas e che funziona perfettamente ancora oggi».

Un forno sottoposto, in periodi particolari come questo di Pasqua, a ritmi incredibili: «Per due settimane sforniamo circa cinquanta colombe al giorno. Che per essere buone e di qualità, secondo tradizione, devono seguire almeno otto fasi di preparazione, per un lavoro giornaliero che va dalle dieci alle quindici ore». La pasticceria è una vocazione «ma fatta di sacrifici: mi piace lavorare la domenica e passeggiare il lunedì», afferma il pasticciere.

I settant’anni della pasticceria, Daniele li festeggerà cucinando dolci per i propri clienti: «La forza di un’attività come la nostra, è quella di dare al pubblico ciò che si aspetta: al martedì e alla domenica, per esempio, si propone il cannoncino fatto secondo tradizione. Non serve cambiare: in questo caso la sicurezza passa dalla certezza che il dolce sia fatto sempre così. Come uno lo conosce da tanti, tanti anni. Ecco perché il miglior modo per celebrare il premio di Regione Lombardia è quello di tenere sempre alta la qualità e freschi i prodotti».

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