Il Varese gioca ma c’è posto solo per 250 tifosi. Intanto il vivaio ha detto BASTA

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In sala matrimoni sindaco e vicesindaco accolgono i rappresentanti della squadra, l'allenatore Domenicali e il direttore tecnico Ballotta. Ci sono anche l'assessore De Simone, Papini e Marantelli
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Sabato 12 gennaio, ore 17.10: Con un giorno intero di ritardo rispetto al momento in cui i vertici societari ne sono venuti a conoscenza, il Calcio Varese si è degnato di far sapere ai tifosi biancorossi (e non solo) che i posti disponibili a Ponte Tresa sono 250.
Un problema che evidentemente non era in cima alla lista delle priorità di Benecchi e Ballotta, a cui deve essere sfuggito come la situazione coinvolga anzitutto i 700 (dato dichiarato dal club) che a inizio stagione hanno pagato gli abbonamenti, ma anche il Verbano e i suoi supporter.

Ecco il comunicato del Calcio Varese:
«Con la presente si comunicano informazioni utili per gli abbonati e la biglietteria del Calcio Varese per la partita Varese-Verbano di domani, domenica 13 Gennaio, alle ore 14.30, che si disputa presso il Campo Sportivo Comunale “Calvi Roncoroni” (via Rapetti) di Lavena Ponte Tresa.
Poiché l’impianto può ospitare un massimo di 250 persone, verrà data priorità a chi ha sottoscritto l’abbonamento, con le seguenti modalità:
– coloro i quali sono abbonati alla Tribuna, potranno accomodarsi nella Tribuna del Campo Sportivo di Lavena Ponte Tresa;
– coloro i quali sono abbonati ai settori Curva e Distinti, potranno accomodarsi nella tribuna opposta alla sopra citata. 
Qualora rimanessero a disposizione dei tagliandi, questi verranno messi in vendita in loco al costo di 10 euro e 5 euro». 

Ore 15.35: I giocatori del Varese hanno preso la loro decisione: domani giocheranno a Ponte Tresa contro il Verbano. A questo punto il club dovrebbe quindi aver già risolto la questione sicurezza (e quindi avere a disposizione una decina di steward): mancano ancora, però, comunicazioni sul numero di tifosi – di Varese e Verbano – che saranno ammessi: l’accordo è per 250, un numero ben inferiore rispetto agli abbonati che il club ha dichiarato di aver tesserato a inizio stagione. 

Nel frattempo è esplosa la rabbia del vivaio, settore giovanile e scuola calcio, che ha diramato il seguente comunicato: 
«Buongiorno a tutti, chiediamo scusa per il disturbo. È vero, non abbiamo l’ “appeal” della Prima Squadra, non suscitiamo il medesimo interesse né abbiamo il loro seguito, nessuno ci lava il materiale tecnico e, soprattutto, ci paga i rimborsi pattuiti. Poiché parliamo di uno Sport di squadra, il Calcio, noi rappresentiamo i mediani, i portatori d’acqua, coloro che corrono sotto traccia per oliare l’ingranaggio. Noi siamo lo Staff di Scuola Calcio e Settore Giovanile del Calcio Varese, sempre presenti sui campi o in palestra, felici di farlo per i nostri ragazzi ed i loro genitori. Il nostro lavoro garantisce una crescita umana e sportiva, il nostro impegno consente ai ragazzi biancorossi di svolgere un’attività sportiva formativa e gratificante che consegni ai genitori un atleta completo. Mai un passo indietro, un tentennamento, una rinuncia. Mai un pianto, un’autocommiserazione, ridicole uscite social ai confini del dramma. Noi chiediamo rispetto. A differenza di quanti si riempiono la bocca con frasi fatte, NOI siamo il Varese. Siamo affranti di dover vivere insieme ai ragazzi ed ai genitori una situazione surreale senza precedenti, ma è tempo di salvaguardare la nostra dignità di tecnici e di Uomini, volutamente con la U maiuscola. Siamo pronti a rimboccarci le maniche per trovare soluzioni che consentano di portare a termine la stagione e salvaguardare il diritto allo Sport dei nostri ragazzi. Non più parole ma fatti concreti. Apprendiamo dai giornali che “settimana prossima, al limite fine settimana…”la situazione si normalizzera’. È vero, non siamo la Prima Squadra. Noi veniamo “prima” della Prima Squadra. Il blocco delle attività lo decidiamo noi, ADESSO. Finché qualcuno non si degnerà di convocare anche noi. E spiegare». 



Ore 15.15: anche il settore giovanile potrebbe prendere una decisione forte dopo le dichiarazioni di ieri del presidente Benecchi. Si attendono novità.

Ore 15: Nel frattempo siamo venuti a conoscenza dell’accordo tra Olimpia Ponte Tresa e Calcio Varese: al campo potranno entrare 250 persone e il servizio di sicurezza – necessari una decina di steward – deve, come ovvio, essere in capo al Varese. A questo punto, note anche queste informazioni che nessuno si è degnato di comunicare ai tifosi, sembra davvero improbabile che la partita di domani si giochi. 

Ore 14.10: i giocatori si stanno parlando e stanno per mandare un comunicato con la loro decisione. Prende strada la possibilità che scendano in campo, ma resta più probabile il “no”. A breve ne sapremo di più. 

Ore 13.25 (qui sotto trovate i video dei due interventi): i giocatori del Varese sono andati dai compagni di squadra per raccontare ciò che è stato detto dal sindaco e per prendere una decisione condivisa: giocare o no domani con il Verbano? La sensazione che non si giochi è meno netta di quella di ieri ma resta prevalente. Sapremo tra poco cosa deciderà la squadra, rimanete in diretta con noi.  Ricordiamo che se il Varese non giocherà, perderà la partita 0-3 a tavolino e riceverà un -1 in classifica. A meno che Benecchi, in caso di rinuncia, chieda di giocare alla Juniores. 

Camarà a nome della squadra: «Ringraziamo il sindaco per la disponibilità. Stiamo tentando di capire cosa succede ma non lo abbiamo ancora capito. Non vediamo chiaro il futuro. Io ho scelto di lasciare la B per venire qui. Siamo nella situazione di ieri anche se abbiamo sentito parole chiare oggi, e noi abbiamo detto parole chiare. Adesso andiamo a parlare con tutti i compagni e decidiamo tutti assieme se giocare o non giocare, come abbiamo sempre fatto».

Il sindaco Galimberti: «Non abbiamo venduto fumo. Ci siamo guardati negli occhi per dirci come stanno le cose. Abbiamo ripercorso dall’anno scorso i punti dei rapporti sulla convenzione e tutto ciò che era previsto e su cui ci eravamo impegnati. L’amministrazione è a disposizione per ricevere proposte ed esaminarle, nell’ultimo incontro del 28 novembre ci eravamo lasciati per vedere il progetto e fare approfondimenti giuridici: siamo qui ad aspettare appunto di vederlo e approfondirlo. Ripeto le due parole dette lo scorso maggio davanti ai tifosi: trasparenza e serietà. Questi ragazzi lo hanno capito. Se ci sono trasparenza e serietà anche ora non avranno motivo di avere rimpianti. Da tifoso mi auguro che la squadra giochi ma noi non abbiamo detto le cose per illudere qualcuno, con trasparenza e serietà. Anche nell’interesse dei più piccoli e delle famiglie che credono nel Varese e nel vivaio».

Galimberti ancora sulla convenzione: «Siamo ancora al punto di fine novembre, dovevamo parlarci tra legali. Poi è successo quello che è successo e che sapete tutti. Crediamo nei valori del rispetto delle regole: nell’ipotesi che andrà avanti il progetto del “grande Varese” illustrato dall’attuale società deve esserci il coinvolgimenti di tutti, stampa e città, anche nel progetto convezione. Pensate se avessimo concesso lo scorso giugno per 50 o 99 anni  lo stadio… vista la situazione che si è venuta a creare e avete davanti gli occhi tutti».

Marantelli spiega la sua presenza: «I giocatori mi hanno coinvolto per favorire questo incontro. Ringrazio i giocatori, anche da tifoso, per la loro serietà, la loro sensibilità e la loro intelligenza. La prospettiva del Varese deve essere costruita sul rispetto delle regole, trasparenza e serietà. La squadra è un fattore di identità della città e ho apprezzato sia la serietà dei giocatori e del mister che quella dell’amministrazione. E’ nell’ordine delle cose che si guardi ai colori biancorossi tra tutti quelli che sono qui. E siamo qui solo per quello».

le parole di capitan Camarà

SEGUONO AGGIORNAMENTI

Ore 12.55: i giocatori sono usciti dall’ufficio del sindaco

Ore 12.50: a fine incontro si attende l’annuncio dei giocatori che comunicheranno se andranno in campo domani a Ponte Tresa contro il Verbano. Se decidessero di non giocare perché non hanno avuto garanzie certe dall’acquirente Fadani sul fatto che da lunedì partiranno davvero i pagamenti per saldare la montagna di debiti, verrà certificato ancor più ufficialmente che questo Varese non ha speranze (e non certo per colpa dei giocatori). Se invece scendessero in campo, evidentemente Fadani avrà dato garanzie che la squadra ha ritenuto affidabili (al momento questa ipotesi pare improbabile). Poi parlerà il sindaco che, come sta facendo ora con squadra e allenatore, dirà cosa Fadani e la società hanno garantito o chiesto, sempre che abbiano garantito o chiesto qualcosa nero su bianco a proposito di convenzione e Varesello.

Ore 12.40: da 15 minuti è iniziato il colloquio con i rappresentanti della squadra, Domenicali e Ballotta. Ci sono anche il vicesindaco Zanzi, l’assessore De Simone, Papini e Marantelli.

Le foto dell’arrivo dei rappresentanti della squadra in Comune.

Simonetto accolto da Galimberti (foto Scaringi)

Domenicali-Galimberti prima dell’incontro

Ore 12.25: insieme a Galimberti ci sono anche Silvio Papini e Daniele Marantelli. «Come va, ragazzi?» ha chiesto il sindaco. Poi ai giornalisti presenti in sala matrimoni ha detto «ci vediamo appena ci siamo parlati».

Ore 12.20: Lercara, Simonetto, Gestra, Camarà e Calandra insieme all’allenatore Domenicali e al direttore tecnico Ballottta sono entrati nell’ufficio del sindaco.

Ore 11.50: ad arrivare in Comune non sarà tutta la squadra ma una rappresentanza dei giocatori, probabilmente quelli che in questa situazione hanno sempre parlato a nome del gruppo: Simonetto, Gestra, Camarà e Lercara. Davanti al Comune è anche presente in questo momento Daniele Marantelli nelle vesti di grande tifoso  biancorosso, che si sta interessando alla drammatica situazione societaria.

Ore 11.35: la squadra è comunque in campo a Calcinate degli Orrigoni per l’allenamento. Probabile che ritardi l’arrivo dal sindaco o che a presentarsi sia una rappresentanza dei giocatori. Galimberti ha dato appuntamento ai giocatori senza far cenno ai dirigenti, che quindi non dovrebbero presentarsi. 

Ore 11.20: alle ore 12 i giocatori biancorossi saranno in Comune dal sindaco Galimberti. L’incontro, chiesto dalla squadra, è un ultimo tentativo per capire se il primo cittadino ha ricevuto garanzie dalla società e dall’acquirente Enrico Fadani sulla cessione del club e sul futuro dello stesso. La sensazione è che non sia così o che comunque il sindaco non potrà dare certezze che non ha visto che con lo stesso Fadani ha avuto recentemente giusto un colloquio telefonico e nulla più.
Ieri il presidente Benecchi ha promesso che da lunedì si procederà ai pagamenti, ma è una promessa che viene ripetuta da settimane e che si scontra con la realtà: stadio e Varesello sono sbarrati senz’acqua e senza luce, restano fermi anche i pulmini per la scuola calcio (parte dell’attività del vivaio è stata bloccata), non c’è notizia di alcun pagamento per sanare le vertenze (senza 136mila euro entro fine settimana prossima il Varese dovrà fare i conti con una valanga di punti di penalizzazione, probabilmente tra i 15 e i 20, e se non venissero saldati nemmeno successivamente scatterebbe la mancata iscrizione al prossimo campionato). 
Di più: non si capisce perché qualcuno dovrebbe ancora fidarsi se la partita di domani contro il Verbano (prima di ritorno) è stata organizzata sul campo secondario dell’Olimpia Ponte Tresa – onore all’Olimpia che l’ha messo a disposizione gratuitamente, anche perché quello principale è ghiacciato – uno schiaffo alla ultracentenaria storia biancorossa e al suo pubblico, non qualcosa di cui vantarsi.
Ricordiamo che se domani i giocatori dovessero scegliere di scendere comunque in campo, fidandosi della trattativa sbandierata da Benecchi che presupporrebbe l’arrivo di un fondo di investimento, collegato a Fadani, entro 6 settimane (!), non potrebbero più svincolarsi e resterebbero imprigionati al Varese fino a giugno, anche se lo stesso Varese chiudesse o fallisse per mancanza di fondi, che è l’esatta situazione attuale della realtà.

27 Commenti

  1. Non capisco una cosa, la concessione pluriennale, se autorizzata, veniva data al Calcio Varese, anche se fosse stata di 50 anni, cosa sarebbe cambiato se la società fosse fallita? Se io la mia casa l’affitto a pingo pallino e questi decede, la casa ritorna nella mia piena disponibilità!! A me sembra che anche il Sindaco non sia così trasparente e faccia una maldestra campagna elettorale! Intanto si ritrova con la perdita d’acqua riparata, il bar in buona parte ristrutturato, la tribuna imbiancata e con i seggiolini nuovi, ma la scuola calcio non lo fa allenare, sostenendo che l’aspem è altra parrocchia rispetto al comune, nonostante sia una municipalizzata!!

  2. Da quanto riferito dal sig. Sindaco, mi par di capire che dopo aver promesso il 28.11 di presentare un progetto per poter ottenere la convenzione, berni e company non abbiano presentato nulla. Come potrebbe, non solo il Comune, ma chiunque, fidarsi di di mere parole e zero fatti?

    • tanti confondono ASPEM RETI (tuttora municipalizzata) e AspemGas (passata sotto a2a e ora divenuta Enerxenia). Una si occupa dell’infrastruttura, l’altra della fornitura del gas

  3. Mi sembra tutto poco credibile, troppo vago e incerto.
    Con solo le parole non si costruisce nulla e lasciano il tempo che trovano.

  4. il problema é che se non giocano e la “società” (chiamarla cosi sdride alquanto) obbliga gli juniores a farlo… i giocatori saranno cmq “imprigionati” al Varese fino a giugno… (a men odi andare nei pro o all’estero… Cosi ho capito)…

    A prescindere da tutto… ma la questura non può imporre la riapertura dello stadio per problemi di ordine pubblico?
    Non credo che succeda, ma putacaso TUTTI i tifosi biancorossi “invadessere” ponte tresa… per assistere all’eventuale partita… sarebbe un bel problema…

    Tutto uno skifo!!!

  5. Mi dispiace per questi ragazzi che hanno dato l’anima. Io non giocherei così potrei svincolarmi. Ragazzi è veramente tutto finito…..almeno lasciare loro la possibilità di accasarsi altrove. Grazie di tutto!

  6. E se fosse stato accardi a convincerli a giocare?magari avendo qualcosa in “cambio” dalla società ?avendo 6 giocatori è lui che tira le fila..

  7. Ma comunicato della scuola calcio a firma di chi? Dei genitori? Del responsabile Sig. Tomasoni? Del DT Sig. Ballotta? Dei Mister?

  8. Il tardivo comunicato della societa’ circa il numero limitato di ingressi consentito e’ grottesco ed incongruo. Se gli abbonati fossero veramente 700 e domani si presentassero tutti ai cancelli per esercitare il sacrosanto diritto ad assistere alla gara, cosa succederebbe? Io credo che potrebbero sussistere gli estremi affinche’ le autorita’ pubbliche intervengano impedendo lo svolgimento della gara oppure consentendolo solo a porte chiuse, per motivi di ordine pubblico

  9. In ogni caso onore ai giocatori che hanno mostrato e mostrano grande attaccamento alla maglia e che rischiano andando in campo di non potersi piu’ ricollocare in caso di esclusione della squadra dal campionato.

  10. Unica possibilità: che la partita non si giochi per ordine pubblico. Sono tra i 600 abbonati: abbiamo tutti diritto ad entrare. Neppure l’Olimpia gioca su quel campo…. hanno ridicolizzato 109 anni di storia

  11. Ci han fatto 2 palle cosi con sto ordine pubblico trasferta vietata a legnano 2 anni fa ancora oggi non si sa xchè x finire a mariano solo 24 posti x timore di chi sa cosa e adesso su un campo che puo tenere 250 posti a fronte di 700 abbonati non si muove una paglia.Si gioca okey penso che i giocatori l’abbiano fatto anche in rispetto a noi tifosi rischiano del loro se va male senza rimborsi e fermi fino a giugno x cui solo applausi

  12. Il sindaco è stato chiaro. Non ci sono interlocutori credibili e degni di questo nome. I ragazzi sono stati costretti a giocare e purtroppo la pagheranno perché tra due settimane saremo in fondo alla classifica per effetto delle penalizzazioni in arrivo. Una società che non paga le bollette non pagherà né le vertenze passate né i rimborsi futuri. Con uno sforzo potevamo anche lottare per salire di categoria (senza i due punti di penalità saremmo secondi e siamo nella fase nazionale di coppa Italia, chi la vince passa in D…e aver vinto la fase regionale in Lombardia vuol dire molto considerato il livello delle altre regioni). Troppa gente che gira lì intorno, anche oggi dal sindaco c’erano persone che forse cercavano un defile’ ma c’entravano poco o niente. A Varese abbiamo riscoperto un mezzo di pagamento ormai desueto…Il Pagherò…..solite promesse, purtroppo solito risultato….

  13. Non so se la redazione del giornale o l’autore dell’articolo legga i commenti, visto che nessuno ha risposto alla domanda fatta su chi fossero gli autori del comunicato inviato col quale annunciavano il blocco delle attività scuola calcio! Noto in quelle parole tanta “saudade” ed è triste, però è pur vero che i bimbi del 2013 il 15 gennaio si alleneranno nella palestra della vidoletti, tante altre annate sul campo di Casciago e forse altri a Varesello (senza fare la doccia)! Ma allora che senso ha diramare un comunicato quando poi, senza che siano intervenute buone nuove dal fronte societario, si fa l’opposto? Non è meglio stare zitti ed allenare in onore a questo tanto decantato amore verso gli infanti?? Sembra quasi il gioco delle tre carte tanto in voga nella città partenopea

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