Il (vero) Carnaroli vi aspetta nei nostri agriturismi: nel weekend menù speciali con il “re” del riso

Sono 13 gli agriturismi varesini che partecipano all'iniziativa di Terranostra-Campagna Amica promossa da Coldiretti: scoprite i loro risotti preparati con il Carnaroli da Carnaroli Pavese, un'eccellenza italiana da salvaguardare

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L’iniziativa è di Terranostra, l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio promossa da Coldiretti. Il protagonista è il Carnaroli, una delle varietà più pregiate di riso. Le mani che tratteranno con esperienza, cura e passione questa eccellenza italiana sono quelle degli chef degli agriturismi di casa nostra, che nel weekend in arrivo (23-24 marzo) proporranno dei menù a base di Carnaroli da Carnaroli Pavese.

IL RISO
L’operazione di Terranostra, Campagna Amica e Coldiretti vuole mettere al centro dell’attenzione, e soprattutto del piatto servito a tavola, il vero riso Carnaroli: in diversi casi, non quello che si trova nella grande distribuzione, dove sotto questo nome possono essere identificati diverse tipologie di riso (Caravaggio, Carnaval, Karnak, Carnise Precoce, Carnise, Poseidone, Keope).
L’originale, che Coldiretti ha deciso di identificare come “Carnaroli da Carnaroli Pavese”, è nato nel 1945 a Paullo: si tratta di un incrocio tra il Vialone e il Lencino e fu costituito dal risicoltore Ettore De Vecchi. La storia vuole che un suo collaboratore, sconfortato dagli scarsi risultati della coltivazione, disse: «Dutür, se fèm?», «Dottore, che facciamo?». La risposta di De Vecchi fu: «Insistiamo. E se troviamo la qualità che dico io, darò a quel riso il tuo nome». Il nome di quel collaboratore, come avrete capito, era proprio Carnaroli.

UN PRODOTTO DA SALVAGUARDARE
Come vi abbiamo anticipato, in commercio sotto il nome di Carnaroli si trovano diversi tipi di riso. Così l’iniziativa, nata da Coldiretti Pavia e Camera di Commercio Pavia mira a salvaguardare un’eccellenza italiana: chicco grande, 7 millimetri di dimensione, colore perlato, sapore dolce. Un riso resistente ed elastico, da cuocere in 16 minuti ma che “tiene” anche se si sfora nelle tempistiche, anche di alcuni minuti: ecco come riconoscere un vero Carnaroli da un tipo diverso. Il 70% del raccolto a livello nazionale di questa pregiata varietà avviene in Lombardia.

L’INIZIATIVA NEL DETTAGLIO
Si parte già oggi, mercoledì 20 marzo, dal farmers’ market di via Friuli 10 a Milano: nei giorni di apertura del mercato, alle 11, ci saranno degli show cooking con gli agrichef pavesi di Terranostra, che illustreranno alcune ricette realizzate con il Carnaroli da Carnaroli Pavese. Ospite speciale, sabato 23, sarà lo chef Sergio Barzetti, volto noto della tv.
Il clou dell’iniziativa ci sarà però nel weekend, quando 60 agriturismi in tutta la Lombardia – di cui 13 a Varese: in basso vi diamo il dettaglio di tutti – proporranno dei menù speciali contenenti un risotto fatto con il Carnaroli da Carnaroli Pavese.

L’ASSAGGIO
L’incontro con la stampa si è svolto al Ronco di Casarico (Casciago), dove i proprietari insieme al loro staff hanno offerto un risotto – ovviamente preparato con il Carnaroli da Carnaroli Pavese – al radicchio e gorgonzola.
Chi vi scrive non è un critico, ma quando c’è da mangiare non si tira certo indietro. Non è comunque necessario avere un palato… “stellato” per sentire – all’interno della meravigliosa “crema” di radicchio e gorgonzola – chicci morbidi ma croccanti, ben divisi e definiti.


LE DICHIARAZIONI
«Terranostra e Campagna Amica hanno deciso di far assaggiare questi piatti nel fino settimana, coinvolgendo tanti agriturismi della regione – ha spiegato il presidente di Terranostra Lombardia e Terranostra Varese, Massimo Grignani – La risposta varesina è stata davvero notevole: quando ci sono degli eventi come questo, i “nostri” rispondono sempre presente. La nostra battaglia per il vero Carnaroli è in linea con quella, ancora più importante, che stiamo portando avanti con l’Europa: si chiama “Stop al cibo anonimo” e vuole che ogni prodotto denunci la sua origine. Si tratta di una petizione, che tutti potete sottoscrivere, per modificare una legge a livello europeo: secondo noi, il consumatore deve sempre sapere da dove viene un prodotto. Vi lascio qualche dato su cui riflettere: a livello europeo si stima 100 miliardi di euro di “falso made in Italy”; un dato che negli ultimi 10 anni è aumentato del 70%».
Raffaello Betti, presidente di Coldiretti Varese, aggiunge: «Il problema non è importare o non importare il prodotto estero, non vogliamo contrastare questo: siamo in un mercato libero e quindi si può fare. Ma bisogna raccontare a chi consuma cosa sta acquistando: un prodotto nazionale o un prodotto estero. Parliamo di riso? In certi paesi si usano dei pesticidi, qui vietati; in altri si sfrutta il lavoro minorile, cosa che in Italia non accade. Tutto questo va fatto sapere, semplicemente: poi ognuno sceglierà cosa è meglio per lui, anche eventualmente per ragioni economiche. Ma serve consapevolezza. Sono 25 anni che Coldiretti combatte per una cosa che dovrebbe essere normale: vedere scritto sull’etichetta di un prodotto da dove viene. Non siamo contro le importazioni, né a favore dei dazi: vogliamo solo chiarezza e trasparenza».

LE PROPOSTE DEGLI AGRITURISMI DI VARESE
Di seguito vi riportiamo i risotti che nel weekend verranno proposti dai nostri 13 agriturismi. Sul sito agriturismivarese.it potrete leggere tutti i menù, trovare i contatti per prenotare e conoscere il costo del pasto: gli aderenti sono quelli con la spiga di riso in cima.

Fattoria Canale – Azzate: risotto con pere e taleggio;
I Runchitt – Brinzio: risotto al taleggio, arancia e cannella con scorzetta candita;
Il Pascolo – Cairate: risotto spinacino e zola;
Il Ronco di Casarico – Casciago: risotto alla salsiccia;
Green Fantasy – Castiglione Olona: risotto al nostro magrone e barbera Varese;
Cascina Paradiso – Cuasso al Monte: sabato risotto con funghi porcini; domenica risotto con ossobuco e funghi porcini;
Il Carpio – Cugliate Fabiasco: risotto al caprino e vino riesling;
La Rondine – Lonate Ceppino: risotto ai funghi porcini;
Val Ticino – Lonate Pozzolo: sabato riso alle erbe aromatiche; domenica risotto ai 4 luppoli;
Il Torchio – Montegrino Valtravaglia: risotto con padano DOP e bocconcini di cappone;
Ai Boschi – Origgio: sabato risotto al riesling con rosmarino, salsiccia e ristretto di croatina; domenica risotto al radicchio rosso, speck e formaggella;
La Camelia – Taino: sabato risotto taleggio, porri e fagiano;
Il Castagno – Tradate: domenica riso luganega e rosmarino.

Massimo Grignani e Raffaello Betti

 

 

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