Giornata Mondiale Sindrome di Down. Anfass: «Diamo un’opportunità a tutte le persone disabili»

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Diversi ma uguali: l'immagine dei "calzini spaiati"
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Oggi è la Giornata Mondiale della Sindrome di Down: un’occasione per spiegare e ricordare a tutti cosa è la Sindrome di Down, per far capire e sensibilizzare la società su quanto l’inclusività di persone con Sindrome di Down sia non solo possibile, ma necessaria per dare a loro e alle loro famiglie una qualità e una prospettiva di vita migliore. Per far capire quanto le persone con Sindrome di Down siano “Diversi ma uguali” come cita il motto di quest’anno con l’iniziativa dei “calzini spaiati”: una #challenge, quella di indossare e fotografare piedi e piedini con calzini spaiati, che sta invadendo tutto il web.

«Oggi le persone con Sindrome di Down hanno una vita abbastanza normale – spiega Paolo Bano, Presidente di Anffas onlus di Varese, l’associazione composta da genitori, familiari ed amici di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale – rispetto ad alcuni anni fa. La loro evoluzione nella società va crescendo in modo positivo: oggi è assodato che una persona con Sindrome di Down possa lavorare, avere un ruolo nella società. Ma questo purtroppo ancora non vale per molte altre persone con disturbi intellettivi e relazionali di vario tipo».

Anfass opera sul territorio varesino dal 1978 per volontà di un gruppo di genitori con una persona disabile in famiglia. Da 40 anni promuove iniziative di sensibilizzazione ed impegna risorse umane e finanziarie per assicurare alle persone con disabilità una migliore qualità di vita e tutelarne i diritti. Oggi Anffas onlus di Varese conta circa 300 soci, tra genitori, familiari e amici che sostengono l’associazione. «Il nostro lavoro non è solo quello di dare un supporto concreto, anche attraverso la Fondazione Renato Piatti onlus che è stata costituita nel 1999 a Varese per volontà di alcuni soci della locale Anffas allo scopo di realizzare e gestire servizi a favore delle persone con disabilità intellettiva e relazionale, ma anche quello di dare una miglior qualità della vita alle persone con disabilità e alle loro famiglie, lottando per la loro inclusività nella società».

Perché, aggiunge Bano «ogni persona vale in quanto persona e il mondo deve dare risposte e possibilità anche alle persone con una disabilità».

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