FOTO e VIDEO. Il 25 Aprile a Varese: «È la festa della democrazia, no al ritorno dell’estremismo»

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Varese celebra il 25 Aprile ricordando i suoi martiri e lanciando un messaggio alle istituzioni: «Siamo preoccupati da alcune frange estreme che sono presenti anche nella nostra provincia. Questo vento di estrema destra non va sottovalutato».

Le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione si sono svolte questa mattina con il corteo che ha attraversato le vie cittadine per deporre le corone all’Arco Mera, al Monumento dei caduti di piazza Repubblica e a quello di largo Resistenza. A guidare il corteo la banda musicale “Giuseppe Verdi” di Capolago, seguita da autorità e istituzioni: il prefetto Enrico Ricci, il governatore della Lombardia Attilio Fontana insieme all’assessore regionale Raffaele Cattaneo, il senatore democratico Alessandro Alfieri e quello grillino Gianluigi Paragone, Simone Longhini in rappresentanza della Provincia, il sindaco Davide Galimberti e Ivana Brunato, vice presidente di ANPI sezione di Varese insieme al segretario ANPI nazionale Carlo Ghezzi.

La cerimonia si è conclusa nel Salone Estense con i discorsi delle autorità e gli interventi di due giovani studenti del Liceo Classico di Varese, Marta Scala e Willy Laudi. «Il 25 Aprile è una data importante – ha detto il Prefetto – sono passati 74 anni e certamente il ricordo di quegli eventi tende ad allontanarsi nel tempo. Pochi hanno ancora il ricordo diretto di cosa fu la dittatura, dell’occupazione nazista e di cosa significò la lotta patriottica di liberazione nazionale. Noi oggi ci ritroviamo per ricordare tutto questo. Non per riaprire ferite antiche, ma con lo spirito di chi riconosce che la nostra libertà e la nostra democrazia trovano radice in quegli eventi, che sono la base della nostra Costituzione Repubblicana».

Una giornata di festa, di libertà, in cui tutti gli italiani si riconoscono. «La festa di chi crede nella democrazia – ha detto Fontana – e nei valori che sono a fondamenta della nostra costituzione e che ormai fanno parte dell’essenza degli italiani. Ma la democrazia va praticata nelle istituzioni quotidianamente». «Voglio salutare e ringraziare tutte le partigiane e i partigiani presenti in questa giornata – ha dichiarato il sindaco varesino, Davide Galimberti – nelle tantissime celebrazioni che si stanno svolgendo in tutto il Paese, vorrei abbracciare ognuno di loro e dire grazie, grazie per quello che avete fatto, per averci difeso e averci consegnato l’Italia in cui viviamo, democratica, libera e in pace. Voi siete la testimonianza e Varese vi rende onore. Abbiamo raccolto il vostro esempio e stiamo provando a farlo nostro trasformandolo in energia positiva, civile e solidale. Per questo voglio citare le parole del nostro presidente Mattarella che in discorso sul 25 aprile ha detto: “La Resistenza fa parte della nostra storia. Nata spontaneamente nelle città, nelle periferie, nelle campagne e sulle montagne, coglieva il bisogno di pace, di giustizia e di libertà. Ha ridato dignità alla Nazione”».

Il 25 Aprile è anche «un giorno per riflettere su quello che sta accadendo oggi, per non rischiare di commettere gli stessi errori del passato – ha sottolineato la vice presidente ANPI Varese, Ivana Brunato – Qualcosa non è andato nel verso giusto se dopo 74 anni ci ritroviamo a dividerci su aspetti valoriali di fondamentale importanza. Siamo preoccupati da alcune frange estreme che sono presenti anche nella nostra provincia e non perdono occasione di sfilare nella nostra bella città in formazione militare con il braccio alzato e simboli che rievocano il fascismo. Questo vento di estrema destra non va sottovalutato». Brunato ha ricordato anche il furto della targa del giusto Giorgio Perla, le continue svastiche che compaiono sui muri. «Sono certa che il continuo fiorire di queste formazioni nazifasciste vada considerata una parziale sconfitta prima di tutto culturale e poi materiale nel suo radicarsi nel disagio e nelle difficoltà che il nostro paese sta affrontando, nel non riuscire a creare un clima sereno di solidarietà e di condivisione, per rafforzare gli anticorpi a tentazioni autoritarie. E’ nostro dovere quindi ricordare oggi il coraggio di chi ci ha preceduto».

Lo stesso pensiero è stato condiviso dal segretario nazionale ANPI Carlo Ghezzi, che dopo aver ricordato, nel dettaglio, gli accadimenti che hanno portato alla formazione della resistenza, dell’unità popolare, e che il 25 Aprile del 1946 ha consentito la liberazione dell’Italia, ha chiesto di «denunciare il clima pericoloso e preoccupante che si crea anche nei nostri territori, da parte di formazioni e movimenti che praticano e diffondono opinioni e atteggiamenti esplicitamente rivolti ad esaltare le esperienze naziste e fasciste. E qui a Varese questi rigurgiti si sono manifestati più volte, con evidenza. Chiediamo alle autorità di tenere alta la guardia e di negare a tali formazioni i permessi di organizzare manifestazioni. Sono episodi da non sottovalutare e banalizzare. Le leggi difendono la libertà di pensiero e opinione, ma il fascismo non è stato un pensiero ma violenza criminale e chiunque lo rivendichi si pone fuori dalla Costituzione che è intrinsecamente anti fascista e affonda le proprie radici nella resistenza».

Al termine della mattinata si è esibito infine il “Coro delle Mani Bianche” dell’Istituto comprensivo Varese 1.

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