Drogheria Vercellini, Colombo&Marzoli e Buosi tra le migliori botteghe d’Italia

All'interno di Golosaria, la rassegna del gusto italiano, il premio alle tre eccellenze di casa nostra che hanno firmato e ricevuto il Manifesto della Bottega Italiana

0
Filippo e Ilaria della drogheria Vercellini con il Manifesto della Bottega Italiana a Golosaria
Pubblicità

Un premio speciale per tre eccellenze di casa nostra. Nel weekend, all’interno di Golosaria (la rassegna del gusto italiano giunta alla sua 13° edizione) la drogheria Vercellini, la panetteria Colombo&Marzoli e la pasticceria gelateria Buosi hanno ottenuto una speciale menzione: sono state inserite tra le migliori 4450 botteghe d’Italia.

Il Club di Papillon, movimento di consumatori con 6000 soci e 50 gruppi in tutta Italia fondato nel 1992 dal giornalista Paolo Massobrio, ha chiamato a raccolta i migliori professionisti del settore per firmare (e ricevere) il Manifesto della Bottega Italiana (che vi proponiamo qui sotto, tratto da www.golosaria.it), un decalogo che che vuole essere un elemento di sensibilizzazione politica verso le istituzioni e le associazioni di categoria.

IL MANIFESTO DELLA BOTTEGA ITALIANA
La bottega italiana rappresenta un unicum, che si è evoluto nel tempo e da semplice negozio di alimentari si è trasformato in un’impresa complessa che si poggia però su due pilastri: ricerca della qualità di prossimità nelle proposte e professionalità del gestore. Con bottega italiana intendiamo una categoria ampia di negozi al dettaglio che spaziano dalla boutique del gusto alla gastronomia, dalla pasticceria alla macelleria fino alla pescheria, all’enoteca, al negozio di delicatessen più specifico, alla panetteria e al negozio di frutta e verdura. 
Sono categorie molto distanti, accomunate però da una storia e da una prospettiva per il futuro che permette di rispondere alle sfide che ha posto la crisi economica, ma anche la concorrenza dei retail fisici e online.
La Bottega Italiana è il modello per eccellenza di come la tradizione diventi innovazione. Di seguito il primo Manifesto che ne definisce le caratteristiche e le potenzialità, con l’obiettivo di stimolare il confronto e, in alcuni casi, il rinnovamento:

1. La bottega italiana è interpretazione del cambiamento e non nostalgia di una congiuntura passata.

2. La bottega italiana è un’impresa che interpreta la crisi come stimolo intraprendendo l’unica strada percorribile: la distinzione qualitativa.

3. La bottega italiana fa vivere il proprio territorio, raccontandolo attraverso le storie dei prodotti e dei produttori di prossimità capaci di tramettere il fascino di un luogo.

4. La bottega italiana deve fare rete sul territorio con altre botteghe, ma soprattutto coi contadini e gli artigiani, così da diventare un piccolo centro che rappresenta un forte motivo di attrattiva.

5. La bottega italiana è venditrice di stile di vita perché in grado di comunicare ai visitatori, in particolare esteri, l’italian way of life ossia la visione di un territorio con occhi nuovi.

6. La bottega italiana è presidio sul territorio, soprattutto nelle piccole realtà territoriali, ma ha l’ambizione, con la sua distintività, di attirare gente che arriva da molto lontano.

7. Il bottegaio diventa co-produttore perché consiglia e indirizza gli artigiani con cui collabora, senza gelosie, giacché si ritiene un luogo dinamico e propulsore di continue scoperte.

8. Il bottegaio è maestro d’accoglienza perché intuisce i desideri di chi entra e li stimola con esperienze nuove.

9. Il bottegaio è un bravo comunicatore on line, mantiene il sito aggiornato e utilizza i social network per raccontare il suo assortimento e chi sta dietro ai prodotti.

10. La bottega italiana non teme la concorrenza della grande distribuzione, ma la utilizza come stimolo alla creatività e alla personalizzazione dell’offerta. Integra vendita online e offline, puntando sempre su uno storytelling efficace.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

7 + 15 =