COMMENTO. Il problema non è Altomonte ma il Varese: crediamo sempre a tutti e non sappiamo dire basta

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Il calcio a Varese e il Varese sono un pallido e sbiadito ricordo
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Il problema non è Altomonte, o lo è incidentalmente: chiunque si presenti a Varese dicendo di voler acquistare la squadra di calcio viene creduto e applaudito da tanti o, come in quest’ultimo caso, da pochi, anche se quei pochi concedevano spazio e inchini come se fosse atterrato in mezzo a noi chissà chi. Eppure la stragrande maggioranza assisteva silenziosa, lontana, tradita o indifferente, senza avere voce ma, per fortuna, avendo ragione. Quando quella maggioranza tornerà a farsi sentire e ad essere rappresentata, il Varese tornerà ad essere una cosa di tutti, a unire e non dividere, quindi ad esistere.

Il problema del Varese, che non si vuole ammettere (per troppo amore o per interesse), è semplice: da un anno o addirittura da un paio di stagioni una persona o una famiglia normale preferisce andare a seguire la squadretta in terza categoria o nel Csi, o ancora l’hockey e il rugby, perché è nauseato dalla totale mancanza di credibilità, professionalità, stabilità, sportività del Varese, e le ritrova altrove. Quando manca tutto non basta cambiare qualcosa, categoria, presidente, giocatori. Si chiude, si azzera, si stacca con il passato e il presente, aspettando che prima o poi si riaccenda una scintilla. Dal basso, dal nulla.

Continuiamo a scrivere e trattare il Varese come se fosse una cosa seria (noi, da qualche mese, un po’ meno) ma dovremmo solo dire che, se ci fosse giustizia, meriterebbe di essere escluso per aver falsato la stagione e i campionati. Lo ha fatto sia sotto l’aspetto economico – iscrivendosi e sopravvivendo senza retribuire dipendenti e fornitori, senza rispettare i tifosi che hanno pagato l’abbonamento per uno stadio chiuso o i genitori e i ragazzi del vivaio – sia sotto quello sportivo.
La piccola e sportivissima Union Cassano rischia di retrocedere perché si è trovata di fronte la prima squadra biancorossa e ha perso, altri club non hanno avuto la stessa “sfortuna” e hanno giocato contro la Juniores o hanno vinto a tavolino perché il Varese non si è presentato: qualcuno gioisce ad ogni gol biancorosso anche oggi mentre noi ci vergogniamo perché la squadra che amiamo non si è degnata neppure di avvisare gli avversari e la sua gente di cosa avrebbe avuto intenzione di fare.

Nel 2004 il Varese di Sogliano ripartì dall’Eccellenza e la Prealpina decise di riservare ai biancorossi lo stesso spazio di tutte le altre squadre provinciali che partecipavano a quel campionato: fu una scelta legittima ma discutibile e, secondo noi, sbagliata perché per serietà, visione e umiltà quello era pur sempre il Varese e non aveva nulla da spartire con gli altri (infatti arrivò a sfiorare la A). Se oggi la Prealpina facesse la stessa scelta di 15 anni fa avrebbe perfettamente ragione perché non c’è nulla, ma proprio nulla per cui questo Varese possa reclamare più spazio, titoli e dignità rispetto a squadre ben più piccole, giovani ed umili ma leali, rigorose e rispettose delle regole e del pubblico. Questo Varese non merita più nulla: ha cancellato la passione, la voglia di andare al campo e di stare assieme o anche solo di parlarne perfino a noi che, per questi colori, saremmo pronti a “uccidere”.

Ci stupiamo di chi si stupisce del dietrofront di Altomonte: dovrebbe invece stupirsi di se stesso e di averci creduto ancora una volta, o di chi lo ha indotto a farlo. In due mesi non è saltato fuori neppure il nome di un imprenditore disposto a metterci i soldi: di cosa stiamo parlando?

Questo Varese, al di fuori del circolo di amici che lo sta ancora trattando o seguendo come se fosse davvero il Varese (qualcuno, magari, anche con il cuore o perché non può farne a meno), ha chiuso da tempo con la sua storia, con il suo pubblico, con la sua dignità. Si è trasformato in una qualunque squadretta di paese che concede il suo stadio ad altri club senza battere ciglio oppure lo chiude, che peregrina da un campetto all’altro, che non ha più la curva, che si specchia comicamente o tragicamente nella gloria che fu invece di tacere e arrossire (i selfie con la coppa regionale, i comunicati – ormai chiunque arrivi o se ne vada almeno un paio se li concede, ha sempre ragione e non chiede mai scusa -, i pass strappati, gli scioperi nei momenti sbagliati invece che in quelli giusti, i silenzi stampa contro nessuno, i tornei giovanili negati ad alcuni dei propri incolpevoli ragazzini solo per fare un dispetto ai loro allenatori o genitori).

Chiunque riveste un ruolo seppur marginale, a qualunque livello, parla e decide a nome del Varese (una volta apriva bocca solo Maroso, o Sogliano, e la apriva ogni morte di Papa). Comandano tutti perché non comanda nessuno. Perché non esistono più l’idea e il cuore del Varese e, forse, per un bel pezzo non esisteranno più. Per capire cosa abbiamo combinato, e cosa abbiamo perso, dovrà passarne di tempo. Anche se non servirà, purtroppo, per dimenticare.

Ripartiamo dal settore giovanile e accontentiamoci, mettendo al comando quella persona o quelle persone che per storia, competenza, possibilità e famiglia amano davvero il Varese: forse un giorno qualcosa, in mezzo a queste macerie, rinascerà.

21 Commenti

  1. Mi chiedo come Altomonte possa sostenere, dopo 60 giorni di estenuanti trattative, di avere sino ad ora ignorato che a un certo punto si varo’ un aumento di capitale a 500.000 euro, mentre neppure l’intera quota iniziale ssarebbe stata interamente versata. Trattavasi di circostanze ben conoscibili, presumo facendo una visura camerale.

  2. Chiaramente bisognerà ripartire da zero con Scuola Calcio e Settore Giovanile anche se quest’ultimo subirà fisiologicamente molte migrazioni…

  3. Il Brescia, ben più indebitato del Varese, venne salvato da imprenditori bresciani quando invece il Varese di Laurenza finì in mano a tale Zaiter per poi fallire. Nel basket si sono dovuti inventare un Consorzio per tenere in vita lo sport cittadino più seguito e titolato. Le strutture sportive varesine sono in stato pietoso. Il problema a mio avviso è ben più profondo, va al di là di questi improbabili personaggi che a turno si presentano come salvatori della Patria. Vogliamo parlare della classe imprenditoriale varesina che non intende, leggitimamente sia chiaro, spendere soldi per restituire al territorio un po’ di quello che dal territorio riceve ? Vogliamo dire che tutte le amministrazioni succedutesi fino ad oggi non hanno fatto un progetto di prospettiva sulle infrastrutture ? Il Varese fallisce per mano di “imprenditori” del territorio, questo dev’essere chiaro a tutti noi. Ora magari arriverà un “imprenditore” locale che prenderà la squadra con zero euro, con buona pace di tutti i creditori e delle loro famiglie. Saranno tutti pronti ad osannarlo, io no. Noi varesini dovremmo iniziare a fare autocritica, a riflettere sulla nostra mentalità e sulla nostra visione troppo spesso miope e sparagnina. Il discorso si potrebbe allargare a tutte quelle strutture (albergo del Campo dei Fiori, teatro) che sono in mano varesine da anni ma che non vengono mai rilanciate, su cui ancora non si vede l’ombra di un investimento privato o pubblico concreto. Iniziamo a guardare criticamente a casa nostra, poi potremo leggitimamente criticare gli Altomonte di turno. Vedo Salotti e grandi discussioni, ma mai un’analisi di questo genere. Nonostante tutto, Forza Varese sempre.

    • AS Varese 1910 è fallito con 15 milioni € di debiti, mentre squadre come Brescia, Spezia, Cesena le hanno tenute in vita con oltre 80 milioni € di debiti; in Serie A: Napoli e Fiorentina le hanno fatte fallire per 20 milioni di € di debiti mentre Roma, Lazio le hanno salvate usando i soldi dello stato altrimenti sarebbero fallite visto che avevano un buco di oltre 100 milioni €; se poi mettiamo i debiti le 3 potenze d’italia (juve, milan ed inter) si sfiorano i 3 miliardi € di debiti; questo fa capire che se sei una squadra che sei conosciuta nel mondo ti aiutano a sopravvivere, se sei una squadra mediocre pur con una storia del passato non ti caga nessuno (il cosiddetto capitalismo calcistico)

  4. Scusate ma chi pensa di prendere in giro? Nella sua “conferenza stampa” già ammette di questo aumento di capitale da 500.000 euro… cosa è cambiato in 8 giorni, dato che già si sapeva di ciò? Solo rabbia e basta. Spero che il Varese non esista per almeno un anno, ne ho, abbiamo, abbastanza. Meglio seguire hockey, football americano e rugby… e ovviamente il basket che, anche se con pochi soldi, ci mette sempre l’anima e fa divertire.
    Non ci sono più parole, una presa in giro continua……… scusate per lo sfogo.

  5. La penso come “forza varese” ma oggi non ho voglia di polemiche. Ho amato, amo ed amerò quei colori, non posso farne a meno, sono il mio primo vero amore. Ti amo varese, ovunque vedrò una bandiera biancorossa io ci sarò, sempre! Al resto non voglio pensare e, onestamente, non saprei neanche più cosa dire.

  6. articolo PERFETTO, bravo Andrea! Quanto ad Altomonte ha detto “lasciatemi lavorare, poi commenterete”…ora si può dare inizio ai giudizi senza che si offenda però visto la figuraccia. Parlando in modo propositivo penso che l’unica via di uscita sia creare una sorta di consorzio od azionariato più esteso anche ai singoli tifosi ed affidare le risorse ai Sogliano o gente veramente innamorata del Varese per ricostruire ambiente e strutture adeguate: su questo argomento sindaco e persone competenti dovrebbero approfondire la fattibilità e trovare la via di uscita. Altre soluzioni non ne vedo soprattutto in chiave di continuità.

  7. Bisogna fermare il calcio a Varese, fare tabula rasa e ripartire solo se e quando ci saranno le condizioni per farlo. E pace se per qualche anno non ci sarà una squadra biancorossa. Un’immediata ripartenza rischierebbe di tirar dentro i soliti più o meno noti a ripetere le nefandezze fatte dal 2015 ad oggi.
    Se il sindaco, la città, privati hanno interesse nelle strutture, si deve assolutamente intervenire. Fare tabula rasa dell’amato Franco Ossola perché, se si vuole avere un minimo di ambizione, è impensabile giocare ancora lì dentro. E’ una tassa troppo pesante per proprietà che faticano a far quadrare i conti a fine anno. Chiaro che servono i milioni e probabilmente tutto questo è utopico, ma è anche vero che non si può ripartire ancora nel 2020 in queste condizioni.
    Non so se mai ci saranno le possibilità per fare ciò, altrimenti abbandoniamoci all’idea che resteremo per sempre o quasi a navigare nelle acque delle categorie dilettantistiche, e il top dell’ambizione sarà espugnare la Bombonera di Besozzo.
    Detto ciò, che resta comunque un umile pensiero, spero in una rinascita dei colori biancorossi, che riportino identità e passione in città.

  8. È finita. Non vogliamo più gente che illuda. Altomonte poteva rispiarmarsi di illudere una piazza per poi ritirarsi con una scusa che non convince. Ha fatto perdere tempo anche se acquirenti non ce ne sono! Chi dice che s’ meglio così non ha capito un c….
    Sono deluso.

  9. Tutti gli imprenditori varesini hanno magari conti in nazioni of shore, sono pieni di soldi e la cosa che mi fa incazzare è che piangono miseria! Ipocriti. Andate a cagare!

  10. Ero tra quelli che dicevano: pensiamo positivo, lasciamoli “lavorare” nella speranza che facciano il bene del Varese. Chiedo scusa.
    In quanto ad Altomonte, Benecchi, Sorrentino e (brutta) compagnia cantando:
    ‘STI CAZZI.

  11. Azionariato lo vedo poco attuabile,magari dopo il fallimento si affaccerà qualche imprenditore appassionato(Il Macce ha già fatto tanto)che con un budget decente ripartirà da Scuola Calcio e un paio di squadre di Settore Giovanile e azzardando una squadra di Terza Cat.

  12. Bastava farsi un giro su internet come per Berni….dove passa Altomonte ci sono solo cadaveri , come si fa a illudersi ( e assicuro che c era gente domenica a Sesto che ci credeva davvero a questo e alla sua cricca) ? Cmq è proprio vero, imprenditori varesini coinvolgimento zero e non solo nel calcio.

    • Quella degli imprenditori varesini assenti è una colpa o un merito?
      Nel senso… non è che già 4 anni fa avevano capito lo schifo che c’era al comando e hanno evitato di mettersi in mezzo?
      La mia è un’ipotesi, ma chi glielo fa fare a mister Tigros o a mister Econord, per dirne due a caso, di mettere i soldi in mano a persone inaffidabili? O comandano loro, direttamente o tramite persone fidate, oppure niente.
      L’unica reale possibilità è stata Vavassori che, mettendoci i soldi, voleva anche il comando totale, giustamente direi. Chi c’era al Varese, stranamente voleva i soldi ma non cedere il comando. E perché mai Vavassori dovrebbe mettere i suoi soldi in mano ad altri…?

    • Ti risponderebbe con parole impronunciabili…….giustamente. Che volete che faccia Maccecchini. Io non faccio 30 km per vedere una squadretta di terza categoria e come me altri. Questi non vogliono cacciare una lira neanche per beneficenza!!

  13. Chiedo scusa. Non sono un tecnico. Da quanto ho capito la colpa di Altomonte è aver solo troppo affrettato i tempi in buona fede e non avere approfondito alcune pendenze sulla visura camerale.
    Mi sono lasciato trasportare dalla rabbia e delusione. Spero che Benecchi possa chiarire la situazione.

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