Boschi in fiamme, indagini avanti: «Doloso l’incendio al Mondonico, accidentale quello della Martica»

Le fiamme divampate alle pendici del Monte Martica sarebbero partite accidentalmente da un utensile: c'è un indagato per incendio colposo. Deliberatamente appiccate da qualcuno invece quelle del Mondonico di venerdì 11 gennaio all'alba: è caccia ai responsabili. Nei due incendi sono andati in fumo più di 400 ettari

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A una settimana esatta dall’ultimo incendio che ha ferito i boschi della Valganna e del Monte Martica si chiariscono i contorni riguardo alle responsabilità dietro quelle fiamme. A fare il punto sono stati i carabinieri del gruppo Forestale in una conferenza stampa nella mattina di venerdì 18 gennaio nella caserma di via Saffi. E lo hanno fatto per bocca del tenente colonnello Antonio Barlucchi, comandante del gruppo forestale.

Le indagini condotte durante le prime ore degli incendi e nei giorni successivi hanno permesso di chiarire come si siano originati i roghi, che hanno interessato più di 400 ettari di bosco (370 alla Martica, 44 al Mondonico). Il primo caso, quello dell’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di giovedì 3 gennaio, carabinieri e procura propendono per una causa accidentale, mentre per l’incendio partito venerdì 11 gennaio, alle 5.30 del mattino, in prossimità del lago di Ghirla e sulle pendici del Monte Mondonico l’origine secondo gli inquirenti è quasi certamente dolosa. Qualcuno quindi, in questo ultimo caso, avrebbe appiccato il fuoco deliberatamente.

Un quadro inquietante, soprattutto viste le conseguenze che l’incendio avrebbe potuto avere se l’imponente macchina dei soccorsi non avesse evitato che le fiamme si estendessero ulteriormente, dato il clima particolarmente secco e il vento che in quei giorni soffiava con forza sul Varesotto. Ma chi ha acceso le fiamme al Mondonico potrebbe avere i giorni contati: i carabinieri del gruppo Forestale, pur non avendo trovato inneschi nel punto da cui è partito il rogo, a pochi metri dalla ciclabile, hanno infatti diversi elementi a disposizione per risalire al responsabile. In particolare si stanno esaminando le telecamere e gli impianti di videosorveglianza della zona e ci sarebbero già dei sospetti. Sulle motivazioni che hanno spinto qualcuno a innescare un incendio in un momento così critico è ancora presto per dire: i carabinieri propendono però per un «gesto emulativo di una persona, un dispetto fatto per noia o per divertimento».

Sarebbe invece colposo, ovvero generato accidentalmente, l’incendio partito alla Rasa, ai piedi della Martica, giovedì 3 gennaio. «L’incendio del Monte Chiusarella e del Monte Martica – ha spiegato il comandante Barlucchi – è stato con alta probabilità causato dall’imperizia nell’uso di un utensile da taglio, che ha causato l’ignizione del combustibile vegetale estremamente disidratato dalla stagione secca e fredda». Una scintilla, insomma, che ha trovato terreno fertile tra le foglie completamente secche. In questo caso una persona è stata iscritta, come atto dovuto, nel registro degli indagati per incendio colposo. Le indagini vanno avanti.

I carabinieri del gruppo Forestale hanno anche sottolineato l’importanza della prevenzione: semplici regole da adottare, come quelle di non accendere fuochi nei boschi o sui prati, non gettare mozziconi, avvisare subito in caso di incendio e tenere alta la guardia nel caso ci si imbattesse in persone sospette. Il tutto per evitare nuovi roghi e tenendo conto che in provincia dal primo gennaio ci sono stati già dieci incendi boschivi.

Ma hanno voluto scoraggiare anche eventuali nuovi “emulatori” sottolineando i rischi penali ed economici che può avere un attimo di disattenzione o, peggio, di sconsideratezza. Nel caso di condanna, chi appicca incendi non solo rischia la condanna penale e la sanzione amministrativa, ma anche il pagamento dei danni di spegnimento e bonifica. Cifre importanti, soprattutto se si tiene conto di quanto costa la macchina dei soccorsi anti incendio: si va dai 150 euro all’ora per una squadra antincendio, ai diecimila all’ora di un elicottero Erickson, passando dai 2000 orari di un elicottero antincendio ai 5000 euro all’ora di un Canadair. 

Il comandante Barlucchi durante la conferenza stampa di oggi

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