Addio al Cocoricò: la storica discoteca di Riccione è fallita

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Un luogo simbolo della movida italiana chiude i battenti. Come riportato da tutti i quotidiani della zona, il Cocoricò di Riccione è stato dichiarato fallito dal tribunale di Rimini.

La situazione di crisi era nota. A inizio gennaio la Guardia di Finanza aveva disposto il sequestro di 800.000 euro per imposte risultate evase nel 2015-2016 dalla società allora proprietaria.
Poco prima i loghi storici del club, “Cocoricò”, “Titilla” e “Memorabilia”, erano finiti all’asta per una vicenda del 2015 quando la società di produzione Danceandlove (fondata dal noto dj Gabry Ponte) aveva inoltrato una richiesta di pignoramento per un debito di 200.000 euro. L’amministratore della società che gestiva il Cocoricò spiegò che i ritardi nel pagamento furono causati dalla chiusura forzata del locale in seguito alla morte per overdose da Mdma di un 16enne di Città di Castello, Lamberto Lucaccioni: il locale rimase infatti chiuso per 4 mesi in piena stagione estiva su disposizione della Questura.
Altro debito che portò a mettere i sigilli alla discoteca simbolo della Riviera Romagnola il mancato pagamento della Tari al Comune di Riccione.

Per tutti questi motivi la società che gestiva la discoteca (nella foto di chiamamicittà.it l’iconica piramide), a inizio anno, aveva depositato una richiesta di concordato preventivo, che è stata però giudicata inammissibile dal tribunale di Rimini, decretando di fatto la fine del Cocoricò.

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