VIDEO. A Giubiano solo silenzio e applausi per Gianmario Rossi

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Silenzio. Totale. Assoluto.
Gianmario Rossi è stato ricordato così. Con un minuto di silenzio totale e assoluto nella sua casa di sempre: il Levi di Giubiano, dove è stato miglior giocatore, secondo marcatore di tutti i tempi, leader, amico, compagno, anima di un modo di essere e di vivere, ora angelo (per leggere il nostro ricordo clicca qui).

Prima di Varese-Lecco si sono radunati in centinaia sulle tribune per ricordarlo: ci sono il sindaco Galimberti, il presidente Pierantozzi nella sua storica postazione sotto i gradoni, appoggiato alla balaustra accanto a Edo Bulgheroni, Stefano Malerba in cima ai gradoni, sotto la bandiera biancorossa, in piedi, commosso. E poi il fratello Ermete Rossi, felpa del Rugby Varese, dove tutti cercano un pezzetto di Gianmario, trovandolo.

La squadra è in campo con una striscia di nastro nero sui pantaloncini bianchi, coscia destra, perché il rugby è il rugby. Le bandierine rosse sventolano per una leggera brezza di vento, “Rugby Varese 1976” si legge ancora meglio. Dalla collinetta delle panchine dove sembra di vederlo spuntare si sente il trombettiere del Varese, ai piedi della gradinata, suonare una carica che mai come oggi sa di silenzio.

Sul campo il Varese aveva immediatamente reagito alla meta iniziale del Lecco, ma, con il risultato fissato sul 7-5 per gli ospiti (i biancorossi hanno mancato la trasformazione), l’arbitro si è infortunato e le squadre sono rientrate negli spogliatoi. In questi casi il regolamento prevede di aspettare mezz’ora, sperando di convocare un altro direttore di gara che possa raggiungere in tempo il campo. Vista l’impossibilità di trovare un arbitro l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi.

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