A cena nella “leggendaria cucina del Titanic” con la scrittrice Patrizia Rossetti

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La scrittrice Patrizia Rossetti tra Enrico e Tiziana Pistoletti dell'associazione culturale Le Rupi di Leggiuno
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Una serata particolare, tra cibo e ricerca, gusto e storia. Ieri sera, l’Associazione “Le Rupi” di Leggiuno del presidente Enrico Petoletti ha organizzato un appuntamento speciale con Patrizia Rossetti, scrittrice nata a Milano ma leggiunese da 40 anni, che ha svelato per la prima volta il suo libro “La leggendaria cucina del Titanic”, edito da Pietro Macchione. Una presentazione resa ancor più piacevole da una degustazione: tre piatti presi dal menù dell’iconico transatlantico britannico sono infatti stati realizzati dallo chef Federico Mugnani, conosciuto sul territorio e non solo per il suo progetto “Io Goloso”.

NON C’È DUE…
L’incontro è stato ospitato in centro Varese nella sede locale del Gruppo Sperling; la moderatrice della serata, Tiziana Petoletti, prima di introdurre la scrittrice, ha voluto così «ringraziare il dottor Roberto Gavin, nostro associato, per l’ospitalità. Insieme a lui un grazie anche al nostro chef Mugnani e ad Alfonso Matarazzo che offrirà tre vini di accompagnamento ai piatti proposti».

Parola dunque a Patrizia Rossetti, giunta al terzo libro della sua carriera: “La leggendaria cucina del Titanic” segue infatti le prime due fatiche, “In cucina con i Promessi Sposi” e “Santo mangiare; ricette dai conventi lungo la via Francigena”. «Si tratta di libri di cucina, con tante ricette e ingredienti; ma anche di storia, costruiti con lunghi lavori di ricerca» esordisce la scrittrice per introdurre i suoi lavori letterari, dei quali il punto di partenza è «una rubrica a cui ho dato vita 15 anni su VareseMese, “La Buona Cucina”, nata dalla mia passione per le ricette medievali».

Tante le “chicche” regalate al pubblico presente anche sui primi due libri, entrambi pluripremiati negli anni. «Nel primo, “In cucina con i Promessi Sposi”, ho studiato i personaggi legando poi un piatto al loro carattere: il luccio per Renzo, la torta paesana per Lucia, l’anguilla per Don Abbondio, la “busecca matta” per la Monaca di Monza. Nel libro si ripercorre poi la storia di alcuni ingredienti, che cambiano in base alle dominazioni, e di alcuni prodotti, come il pane, l’olio e il vino della Brianza».
Una curiosità arriva dal materiale fotografico: «Il libro è impreziosito da fotografie del 1870: sono di proprietà di uno studio di Milano, che le conserva in cassaforte. Come le ho avute? In cambio di un… gioiello leggiunese: un autografo del nostro Gigi Riva».

Nel secondo libro invece la scrittrice ha approfondito la cucina di «monasteri e monaci, a cui si rivolgevano le persone che non avevano da mangiare: è così che in quei luoghi sono nate tante ricette e metodi di preparazione, conservazione o coltura. Una storia curiosa è quella dei pretzel, oggi conosciuti da tutti come pane “tedesco”: è la merenda più antica del mondo, infatti veniva data ai bambini come premio; la forma, con i tipici tre fori, ha un significato religioso: rappresenta infatti la Trinità. Una lavorazione nata in Francia, passata da noi e da qui arrivata nelle terre teutoniche. Il libro si conclude poi con tre donne importantissime per la storia della cucina: una monaca, madre badessa per la precisione, proclamata dottoressa della Chiesa da papa Benedetto XVI, che ci ha lasciato in eredità tantissime ricette, tra cui 200 sul farro; una donna calabrese, Maria Moretti, che ha vissuto entrambe le guerre mondiali e così ha inventato e proposto molte ricette di “cucina del riciclo”; stesso discorso per Regina, una donna di 45 anni conosciuta da papa Bergoglio in Brasile, anche lei esperta di ricette in cui non si butta via nulla vista la povertà delle favelas brasiliane».

… SENZA TRE
Un rapido excursus per poi arrivare al nuovo libro. «Ora vi porto sul Titanic, nelle sale e nei piatti di prima classe, ma anche di seconda e di terza – arringa la Rossetti – Ma prima vi svelo che esiste un menù, presente nel libro, consumato da un solo passeggero, un americano di origine irlandese: è l’uomo che ha viaggiato per un giorno da Belfast, dove è stato costruito il Titanic, a Southampton, porto di partenza verso l’America».

il rombo con pomodoro dello chef Mugnani

Si passa in prima classe e si comincia con un assaggio: «Un rombo con salsa di pomodoro – spiega lo chef Federico Magnani – La ricetta che ho trovato sul libro di Patrizia parla di cottura al forno, io ho provato ad attualizzare con il pomodoro cucinato a bassa temperatura sottovuoto. Un antipasto semplice e piacevole».

Riprende la parola la scrittrice, che racconta come nel suo libro «ci siano anche tanti prezzi: per esempio, quello di una bottiglia di Moet Chandon, poco più di 3 dollari. Attenzione, non pochi per il tempo… Sul Titanic si usavano piatti di porcellana serigrafati. In tutte e tre le classi? Sì. In terza classe, che ovviamente era più umile rispetto alla prima e alla seconda, il servizio era comunque buono: si poteva avere la crema d’orzo la mattina e il the nel pomeriggio. Nel menù di prima classe troviamo invece alcune chicche:

Il pollo al curry su riso basmati

tra queste il prosciutto di York, esposto ancora oggi in un museo in America. I menù del Titanic furono creati da George Auguste Escoffier, francese, inventore della Nouvelle Cuisine».

Si passa a un piatto di seconda classe, dove il pasto era annunciato «da un gong, mentre in prima classe veniva usata una tromba da cui veniva suonato un motivo inglese: sapete come sono i britannici…». La proposta dello chef Federico Mugnani è «un pollo al curry su riso basmati bollito. Anche questo l’ho un po’ attualizzato cuocendo il pollo sottovuoto, per tenerlo morbido, e facendo la salsa solo con il curry, senza latte o panna: la crema si forma con il liquido di risulta della carne, i succhi, che si legano alla spezia. Molto saporito e gustoso».

I biscotti di cabina

Il terzo è ultimo assaggio è invece un dolce. Lo chef ha scelto i “biscotti di cabina”, che la scrittrice racconta fossero preparati «per chi aveva problemi di stomaco: servivano per asciugare… E furono chiamati di cabina proprio per questo motivo: chi stava male si trovava lì!». La ricetta è semplice: farina, uvetta e acqua; l’impasto viene tirato e messo in forno. Come accompagnamento, Mugnani ha proposto una (squisita) crema inglese.

Ai piatti sono stati abbinati tre vini selezionati da Alfonso Matarazzo della Cantina Lorenzo Amedeo Marchi: uno spumante Brut Millesimato di uvaggio glera con una piccola parte di chardonnay; un Pinot Grigio delle Tre Venezie; un “Appassimento”, barbera molto particolare perché vinificato con lo stesso procedimento con cui si fa l’amarone.

Tante altre le curiosità raccontate da Patrizia Rossetti, ma non possiamo raccontarvele tutte: l’ideale è cercare il prossimo appuntamento e, soprattutto, il libro in libreria. A conclusione del suo intervento, la scrittrice ha voluto ringraziare Claudio Bossi, storico italiano a livello internazionale e consulente della Rai, che ha messo a disposizione il suo archivio storico sul Titanic per questo libro.

La scrittrice Patrizia Rossetti con Tiziana Petoletti
Lo chef Federico Mugnani

I PROSSIMI APPUNTAMENTI AL GRUPPO SPERLING
Quella di ieri sera è stato solo il primo di diversi incontri che verranno ospitati nella sede varesina del Gruppo Sperling di via Marcobi 4, leader nella formazione ECM, provider del ministero della Salute e ente di formazione di Regione Lombardia. Ecco i prossimi:
– Giovedì 6 giugno, alle 20, presentazione del libro “Chi parla al vento perde i suoni – favole per scaldare cuori” della dottoressa Paola Pugina, psicologa e psicoterapeuta;
– mercoledì 12 giugno, alle 18.30, la presentazione del libro “Guida alle buone prassi per la composizione del contenzioso familiare” dell’avvocato Cesare Bulgheroni e della dottoressa Marzia Brusa.
– sabato 29 giugno, dalle 9 alle 12, un workshop pratico: i contratti della crisi familiare con gli avvocati Gianfranco Dosi e Cesare Bulgheroni.
– mercoledì 4 luglio, alle 18, la presentazione del libro “Alimentare il desiderio” di Massimo Recalcati e Michele Rugo.

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