Si è tenuta lunedì sera in sala consiliare a Laveno Mombello un'affollata assemblea pubblica, con tante persone collegate anche in streaming, sul tema della viabilità cittadina dopo l'apertura del nuovo sottopasso ferroviario di AlpTransit, che come è stato ribadito anche ieri sera dovrebbe avvenire entro l'inizio dell'estate.
Toni decisi e fermi, senza però polemiche fini a sé stesse, proposte costruttive tra i partecipanti: oltre al sindaco Luca Santagostino, al suo vice Fabio Bardelli, altri esponenti dell'amministrazione comunale, anche il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e il consigliere delegato alla Viabilità Fabio Passera. Tutti consapevoli dell'elevata posta in gioco, ovvero la viabilità del centro di Laveno e del suo collegamento con la frazione Ponte, per i prossimi anni.
Santagostino ha ripercorso le lunghe tappe d'avvicinamento all'oggi, confermando la netta contrarietà del Comune al progetto viabilistico approvato dalla precedente amministrazione comunale con Provincia, Rfi e Regione Lombardia.
«Folle il doppio senso di circolazione in via Garibaldi - ha ribadito Santagostino - occorre implementare la viabilità del centro secondo l'anello attuale, via Ceretti, via Labiena, viale Porro, viale Garibaldi, eliminare la rotatoria di via Ceretti realizzando un nuovo svincolo, con riapertura almeno in una direzione di marcia del passaggio a livello delle Nord, divieto di transito ai mezzi pesanti di percorrere la Sp394 in direzione Laveno».
Posizione già note e presentate in consiglio comunale, oggetto di confronto con Provincia, ente attuatore del progetto AlpTransit per conto del Consorzio di cui fanno parte anche Comune, Regione ed Rfi.
Nel corso dell'assemblea pubblica c'è stato modo di confrontarsi pubblicamente proprio con i vertici di Villa Recalcati da cui sono arrivate aperture.
«Il progetto che era stato approvato da tutti, Comune, Provincia, Regione e Rfi, per noi rappresenta una buona soluzione - ha affermato Magrini - ma è giusto che la viabilità di Laveno venga decisa da Laveno. Non siamo contrari a modificare il progetto ma occorre tenere ben presente che questo può allungare di molto i tempi, per questioni burocratiche, procedurali e di permessi e anche impedire l'apertura al traffico nei tempi previsti del sottopasso, che peraltro è stato progettato anche per far passare i mezzi pesanti».
Problema che secondo il sindaco può essere ovviato. «Non credo che la revisione del progetto impedisca l'apertura del sottopasso - ha spiegato Santagostino - e nel periodo di transizione necessario alle variazioni richieste si potrebbe realizzare una rotonda provvisoria chiudendo il passaggio a livello delle nord come nella versione originaria».
Decisivo sarà l'incontro tra tutte le quattro parti, che avrà luogo in Regione il prossimo 14 aprile, che ovviamente devono essere concordi sui prossimi passi da compiere.
Anche diverse persone dal pubblico sono intervenute nel corso dell'assemblea, tutte preoccupate per l'allungamento dei tempi, delle difficoltà di collegamento tra il centro di Laveno e la frazione Ponte e anche della situazione bloccata del cavalcavia sul Boesio con relative difficoltà di collegamento con Mombello e Cerro.
C'è poi il grido d'allarme dei commercianti: «Riaprite il sottopasso il prima possibile e comunque prima dell'estate altrimenti il paese soffoca».