Una giornata davvero storica quella vissuta dal rugby varesino domenica. Un finale di partita come forse non si era mai visto a Giubiano, mitica culla di emozioni per la palla ovale biancorossa.
Una rimonta incredibile, che ha portato il Rugby Varese a battere i sardi di Capoterra 34-33. Tutto normale? No, considerando che a nove minuti dalla fine il tabellone diceva 13-33, prima delle tre mete (l’ultima al quinto minuto oltre il tempo regolamentare) che hanno consegnato la partita agli annali.
«Un grande orgoglio aver visto una partita di questo genere e aver assistito a un finale come quello, inatteso ma sperato» è l’inizio del racconto del match di Paolo Carbone, consigliere regionale varesino della federazione, nonché penna del rugby cittadino.
«Varese ha giocato l’ultimo quarto d’ora in una maniera incredibile - continua Carbone - L’errore di Capoterra è stato quello di pensare di aver già vinto, e quando lo pensi poi la paghi. Varese ha avuto la determinazione e la forza di crederci fino alla fine».
Varese ha avuto a suo favore due mete di punizione, «una cosa molto difficile in una partita, ma significa che la mischia non aveva eguali davanti».
Dal -20 a nove minuti dalla fine al +1 definitivo, contro un’avversaria, tra l’altro, al quarto posto in classifica: «Valeva la pena vedere quegli ultimi minuti. Varese è stata dominante nel primo tempo, per avere poi il solito problema nella ripresa, con venti minuti in cui è andata totalmente in bambola, prima di riprendersi poi alla fine. Un risultato storico, se ne sentirà parlare per tanto tempo».
A due giornate dalla fine, ora, la squadra allenata da Massimo Mamo si trova terz’ultima in classifica, con due punti di vantaggio sulla Pro Recco e nove su Savona, prossima avversaria di Varese in un match che potrebbe valere la matematica salvezza.