Con il passaggio di Orazio Tallarida e Laura Rogora in Fratelli d’Italia il gruppo di Forza Italia sparisce dal Consiglio comunale di Busto Arsizio.
Si vocifera da qualche tempo – e lo ha auspicato anche il neosegretario Alberto Riva durante il congresso – della possibilità di costituire una nuova compagine consiliare azzurra, coinvolgendo Gigi Farioli e Giuseppina Lanza (esponenti di Popolo, Riforme e Libertà e del movimento L’Italia c’è di Gianfranco Librandi), Emanuele Fiore del gruppo misto e Marco Lanza, capogruppo della lista Antonelli e rappresentante dell’associazione Libertas.
Solo quest’ultimo fa formalmente parte della maggioranza. Ma proprio da parte sua arriva una frenata sul progetto del nuovo gruppo che, a questo punto, potrebbe non vedere la luce.
Lanza non si sposta
Un nuovo gruppo di Forza Italia? «A oggi non ci sono le condizioni politiche per poter fare questo passo. E non penso si potrà fare nell’arco di questi due anni di amministrazione». Lo afferma con nettezza Marco Lanza, riferimento in assise dell’associazione Libertas, riavvicinatasi da qualche tempo al partito fondato da Berlusconi e che durante il congresso è stata al centro di una “incomprensione” con la nuova segreteria.
«A prescindere da quello che è successo nel congresso – precisa Lanza – io sarei comunque rimasto nel mio gruppo, nella civica, per un discorso di continuità e coerenza del mio percorso».
Indipendentemente da quello che potrebbero fare altri colleghi che, come lui, hanno la tessera forzista. «Io mi rivedo in questo partito moderato, credo in questa progettualità politica e mi piace questa rinascita di Forza Italia – afferma –. Come Libertas, abbia sostenuto e condiviso la scelta del consigliere regionale Giuseppe Licata di aderire al partito. Ma a livello locale non ci sono le condizioni per parlare di gruppo consiliare. Sto bene dove sto».
Come mai non ci sono le condizioni? «Il discorso iniziale era nato nell’ottica che Orazio Tallarida e Laura Rogora rimanessero in Forza Italia. Mi sarebbe piaciuto condividere anche con loro un percorso già nato all’interno della maggioranza, come idea di ulteriore rafforzamento. Questa era l’ottica iniziale, poi ognuno fa le sue scelte. Quella di tesserarmi a FI non era volta necessariamente a vederla riflessa nel gruppo, ma era un discorso di prospettiva. Il gruppo non c’è più e non vedo le possibilità di ricrearlo adesso».
Il caso del congresso
Il capogruppo degli antonelliani ha precisato che le tensioni emerse durante il congresso non incidono sul discorso del gruppo consiliare.
Domenica mattina, il presidente dell'assemblea Marco Reguzzoni aveva annunciato che cinque posti sui trenta candidati al direttivo sarebbero stati lasciati liberi come segno di apertura verso la corrente dei giovani vicina a Tallarida che avevano deciso di non presentare una lista alternativa.
Una modifica che aveva colto di sorpresa Libertas, al punto da indurre Lanza a richiedere la sospensione del congresso per un momento di confronto. «C’è stata una dimostrazione di quello che a me non piacerebbe vedere nel nuovo partito – dice oggi Lanza – nell’ottica di quella progettualità politica di ricostituzione di un partito con una storia importante. Mi piacerebbe invece che a guidarlo fossero principi di pluralità, non di verticismo. Come Libertas abbiamo affrontato il congresso con spirito di leale collaborazione e comunione di intenti. Poi questa comunione di intenti si è persa per un attimo. Ma noi vogliamo un partito pluralistico dove si discute in maniera democratica, non verticistico».