Come sosteneva Fontana stesso, l'arte quando è davvero tale ha anche una funzione sociale. E la presenza numerosa e sentita, sabato 22 marzo a Comabbio, al Borgo di Lucio Fontana, per la mostra del Circolo degli Artisti di Varese dedicata al maestro, ne è stata in parte la prova.
Tanto pubblico e tantissimi artisti, orgogliosi della propria partecipazione e di questo “nuovo corso” di un Circolo che affonda le proprie profonde radici in un passato ormai ragguardevole, ma che si rivolge al futuro, con l'apertura verso le altre arti, non solo figurative, e in direzione dei giovani.
Due concetti, appartenenza e apertura, messi in rilievo anche dalla progettazione del nuovo logo, presentato ieri presso la bellissima sala comunale, ideato e spiegato con passione da uno dei componenti del Consiglio Direttivo del Circolo, Nicoletta Magnani. Sono intervenuti all'inaugurazione della mostra - che resta visitabile presso gli spazi di Comabbio negli orari sotto indicati - anche il curatore Massimo Cassani, che ha fatto gli onori di casa, il Sindaco della cittadina, Mariolino Deplano, il Presidente del Circolo, Antonio Bandirali, cui si deve tanto di questo nuovo lustro dell'associazione, il prezioso Segretario, fautore di tante importanti innovazioni, Paolo Musajo Somma, che ha partecipato in prima persona anche all’esposizione con una sua opera molto centrata.
Infine, illustre la presenza e, come sempre riuscita, la presentazione della mostra fatta dal professor Robertino Ghiringhelli.
Quest'ultimo sarà protagonista di una imperdibile conferenza su Fontana presso gli spazi espositivi, il prossimo 29 marzo alle ore 17:30.
Seguirà, il fine settimana successivo, in aprile, un brillante dibattito col professor Mauro Afro Borella, che vedrà la partecipazione anche dei ragazzi del Liceo Artistico di Varese, per parlare di quel concetto - troppo spesso scaturito dalle celebri opere di un geniale innovatore, quale Fontana è stato – del "Questo lo so fare anche io".
Durante la presentazione, ha suscitato grande interesse anche la recitazione di una poesia dedicata al taglio, contenuta nel catalogo della mostra, che evidenzia l'inclusione di cui si parlava prima delle altre discipline artistiche. Si tratta di un brano particolare, firmato da un “Anonimus”, che ha incuriosito non poco l'attento pubblico, il quale a fine performance ha chiesto una copia dello scritto (che verrà pubblicato in questi giorni anche sui social del Circolo).