«So che probabilmente le prossime saranno le ultime partite con questa maglia. So dove ho trovato i Mastini sette anni fa, so dove li sto lasciando e so cosa c'è stato di mezzo: i successi personali, le vittorie e le sconfitte vanno e vengono, l'affetto e la passione no. Mi godrò fino all'ultimo istante la passione di Varese che abbiamo riacceso e riportato qui in via Albani e l'augurio non può che essere quello di chiudere al meglio. Il mio percorso con i Mastini è stato una bellissima storia d'amore. Il lieto fine? Vediamo di scriverlo».
Questo, se ce lo concedete, è l'atto d'amore più bello mai rivolto da un giocatore alla sua squadra.
E arriva da un uomo che se non è nato qui, qui è cresciuto, ha Varese scritto nel dna, divora i Mastini spinto da quel viscerale senso di appartenenza che lega un “figlio” a un padre e una madre. Varese è stata la famiglia di Edoardo Raimondi, l’autore di questa elegia raccolta dal collega Matteo Carraro: Varese è stata la sua vita, l'amore, le viscere, il prolungamento di cuore, occhi, cervello, anima e corpo, lacrime e sudore, terra e cielo, il tutto anche quando era niente.
Figlio e padre del destino, Edo c'è stato nelle salite più che nelle discese, nella sofferenza più che nella quiete, che di un bacio è facile dimenticarsi, ma di una parola sbagliata meno. C’è stato sapendo che tutto avrebbe potuto durare un solo giorno o tutta la vita, c’è stato sapendo che un “pigro martedì pomeriggio” (cit.) - in ogni caso - tutto sarebbe stato destinato a finire.
Ma chi pensa alla morte mentre assapora ogni refolo di vita?
Il lieto fine, caro Edo, tu lo hai già scritto, prima con le tue gesta, ora con le tue parole. Perché basta leggerle per sapere che tutto ha avuto un senso. Un senso quelle partite giocate lontano, un senso quella casa che per un po’ è stata senza più porte e poi le ha ritrovate, diventando la dimora di una favola bellissima. Un senso quel patto di sangue che ti ha legato ai tuoi compagni, un senso l’attesa, un senso la gioia, un senso i successi memorabili, un senso le sconfitte più cocenti, un senso le serate da star, un senso quelle vissute nell’angolo più buio della panchina, un senso l’onnipotenza, un senso la frustrazione, un senso le parole-i gol-gli assist-le arringhe-la vita alla Raimondi, un senso le cadute.
Un senso.
Che tu oggi ci restituisci, dandogli una forma perfetta.
Però, se insisti, noi non ci tiriamo certo indietro: scriviamone un altro ancora di lieto fine, chiudiamolo un ultimo cerchio. Noi saremo dall’altra parte dell’arcobaleno, come sempre, ad aspettarti.
Sabato 1° marzo - Gara 1 quarti playoff
Ore 18.30 Varese-Alleghe (clicca QUI per i biglietti), 19.30 Caldaro-Valpellice, 19.30 Feltre-Appiano, 20 Aosta-Fiemme
Gara 2 - Martedì 4 marzo
Ore 20 Appiano-Feltre. Ore 20.30: Valpellice-Caldaro, Fiemme-Aosta, Alleghe-Varese
Gara 3 - Giovedì 6 marzo
Ore 20 Aosta-Fiemme. Ore 20.30: Caldaro-Valpellice, Feltre-Appiano, Varese-Alleghe.
Eventuale gara 4: sabato 8 marzo
Eventuale gara 5: martedì 11 marzo