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Varese | 08 maggio 2024, 17:20

Gli "Incontri e ritratti" di Alberto Saibene si raccontano in galleria Ghiggini

Sabato 11 maggio alle 17,30 a Varese sarà presentato il libro dello storico e saggista milanese, particolarmente legato al nostro territorio. Ad intervistarlo il giornalista Mario Chiodetti

Gli "Incontri e ritratti" di Alberto Saibene si raccontano in galleria Ghiggini

È un’Italia gagliarda, affamata di novità, piena di fermento, quella che Alberto Saibene tratteggia nei suoi ricordi, frutto di fecondi incontri con i protagonisti -molti dei quali scomparsi di recente- di un Novecento inquieto e tumultuoso. Sono il resoconto preciso e sentito di esperienze molto diverse tra loro, unite però dalla grande volontà di far bene, di dare un contributo alla rinascita di un Paese segnato dal fascismo e dalla guerra. 

Tutto ciò Saibene, milanese, 58 anni, saggista, storico della cultura e regista, lo ha messo nel suo libro “Storie di un’altra Italia – Incontri e ritratti” (Edizioni Casagrande, pp. 228, euro24) che sabato 11 maggio alle ore 17,30, in Galleria Ghiggini1822 di via Albuzzi 17 a Varese, sarà presentato dall’autore intervistato dal giornalista Mario Chiodetti. Saibene ha pubblicato tra gli altri “L’Italia di Adriano Olivetti”, “Il Fai e la sfida per un’Italia migliore” e, nel 2021, “Milano fine Novecento. Storie, luoghi e personaggi di una città che non c’è più”. 

“Storie di un’altra Italia – Incontri e ritratti”, è un libro che si legge d’un fiato, perché catapultati nel salotto o nello studio delle persone intervistate, dove scorrono straordinarie vicende editoriali, passioni di mecenati, battaglie civili per lo sfascio ambientale di coste e montagne, amori fulminanti per l’arte e relazioni virtuose con la cultura ticinese. 

Ci passa davanti poi l’Italia degli intellettuali, da Marisa Bulgheroni, grande traduttrice di autori americani, amica di Montale e redattrice del leggendario rotocalco olivettiano “Comunità”, a Corrado Stajano, Umberto Eco, Nico Naldini, al linguista Tullio De Mauro e Luigi Blasucci, tra i massimi studiosi di Leopardi, ma non mancano gli amici Goffredo Fofi e Piergiorgio Bellocchio, tra i nostri più acuti critici letterari. 

«Il raccogliere questi testi, in parte inediti e in parte pubblicati su riviste, è stato un modo per ricordare persone oggi quasi dimenticate, e penso per esempio a Roberto Einaudi, mai intervistato fino ad allora. L’Italia descritta nel libro è quella che non si rassegnava a che le cose andassero come volevano i soliti cliché, queste persone hanno seminato molto, basti pensare al Fai, nato in sordina e oggi una realtà solida, con molte proprietà alla luce del sole e oltre 150mila soci», spiega Alberto Saibene, che ha un’affezione particolare alla nostra città, per via dell’amicizia per Beppe e Pupa Panza di Biumo e la parentela con Marco Magnifico del Fai. 

Un “Appuntamento in Galleria” di grande valore culturale, con le testimonianze dirette di chi, come Alberto Saibene, ha visto cambiare l’Italia attraverso le voci e i volti dei suoi protagonisti. 

Redazione

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