Oggi, il poker è il gioco di carte in assoluto più praticato e amato a livello internazionale. Come dimostrato dall’istituto di ricerca Zion Market Research, infatti, il suo fatturato è ammontato a 86,2 miliardi di dollari solo nel 2022 e dovrebbe toccare quota 237,5 miliardi nel 2030.
Questo impressionante risultato è dovuto a una serie di fattori, tra i quali spiccano per importanza le caratteristiche intrinseche del gioco. Tra queste, si annovera l’esistenza di un elevato numero di varianti tra cui scegliere, un’ampia gamma di tornei a cui partecipare e regole piuttosto intuitive da apprendere.
Oltre a questo, però, occorre anche sottolineare il ruolo di primo piano occupato nell’ultimo quarto di secolo dalla tecnologia e, in particolare, da Internet e dagli Smartphone, che si sono perfezionati e diffusi a partire dagli anni ’90 del secolo scorso. È soprattutto grazie a questi ultimi, infatti, se attualmente si stima che ogni anno si dedichino al poker online oltre 100 milioni di persone.
Chi volesse mettersi alla prova in questa modalità, può farlo attraverso le piattaforme online presenti nel mercato da gioco Italiano. Tra queste, però, solo una è considerata a livello internazionale come la quella sulla quale è bene fare affidamento. L’offerta, infatti, è decisamente ampia con questo operatore, il quale offre tornei stimolanti come il Mystery Bounty – che prevede l’assegnazione di una taglia segreta sulla testa dei giocatori – e varianti famose come l’Omaha Poker.
Nonostante ciò, questo sito di poker online è sicuramente rinomato anche per delle opzioni di gioco più classiche, che interessano sia giocatori amatoriali che professionisti. Tra queste, molto ambito è un gioco diventato decisamente importante nei tavoli verdi pokeriani: il Texas Hold'em.
Il poker, però, non ha sempre riscosso questo successo e le sue sorti sono dovute passare tra momenti di alti e bassi prima di giungere allo stato attuale. In particolare, in questo articolo ci si concentrerà sul Bel Paese e sull’evoluzione nella percezione di questo gioco specifico tra i locali prendendo come punto di partenza il film “La città gioca d’azzardo”.
La storia del poker in breve
Sebbene il poker in formato moderno sia ufficialmente nato nel 1858 con la pubblicazione del suo regolamento, i suoi primi antenati vantano una storia millenaria. Secondo i ricercatori, infatti, questo celebre gioco di carte si sarebbe ispirato a una specie di domino diffuso in Cina nel secolo X d.C. o all’As-nas persiano del secolo XVII d.C.
Dopo aver conquistato rapidamente l’Europa, il poker è stato poi esportato negli Stati Uniti, luogo in cui si è diffuso a macchia d’olio durante la Guerra di Secessione combattuta tra il 1861 e il 1865. Il suo secondo boom è poi arrivato nel 1970, quando l’impresario di casinò Benny Binion diede il via alle World Series of Poker di Las Vegas e decise di rendere il Texas Hold’em il protagonista assoluto del loro Main Event.
Le già citate innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato in particolare la fine del secolo scorso e la vittoria di suddetto torneo da parte di Chris Moneymaker nel 2003 hanno fatto il resto. Il fatto che quest’ultimo fosse un principiante, infatti, ha contribuito all’avvicinamento immediato di centinaia di migliaia di giocatori alle prime armi al poker.
Il poker in Italia: tra “La città gioca d’azzardo” e il presente
Dati tecnici e trama del film
Prodotto da Dania Film e distribuito da Medusa, questo film è uscito nelle sale italiane il 23 gennaio 1975. Classificato come appartenente ai generi drammatico, noir e poliziesco, ha incassato in totale 777 milioni di vecchie lire e ha goduto di un’accoglienza mista da parte del pubblico e degli esperti del settore.
A Milano – la città cui si fa riferimento nel titolo – il baro di professione Luca Antieri (Luc Merenda), viene ingaggiato dal boss della malavita locale “il Presidente” (Enrico Maria Salerno) per ingannare i clienti delle numerose sale da gioco di sua proprietà al tavolo verde da poker. Tutto sembra andare per il meglio per il “neo-assunto”, per lo meno fino a quando quest’ultimo s’innamora di Maria Luisa (Dayle Haddon), che è già impegnata in una relazione con il figlio del capo Corrado (Corrado Pani).
Anche se non si possono svelare nei dettagli lo svolgimento del film e il suo finale, si può affermare comunque che non mancano i colpi di scena. Questi comprendono scene di incidenti, perdite e vittorie clamorose, nonchè scontri fisici tra i protagonisti.
La rappresentazione del poker nel film
Il film si apre con Luca che si siede al tavolo di una delle sale da gioco fumose gestite dal Presidente. Facendo innervosire gli avversari con commenti fuori luogo e fingendo di essere un principiante dall’aria altezzosa, il protagonista s’impone con un poker d’assi sui suoi avversari servendosi – come da lui stesso ammesso – dell’inganno.
Questa scena è seguita immediatamente da un’altra ambientata non alla luce del sole, ma in un seminterrato poco illuminato. Qui, viene percosso da alcuni uomini prima di incontrare il nuovo capo, che lo ricompensa con una busta piena di denaro dopo averlo assoldato per compiere alcune attività illecite.
Durante tutto il film, lo schema si ripete, con associazioni continue del poker con l’illegalità. Questa rappresentazione del gioco sul grande schermo non è altro che uno specchio della percezione diffusa che se ne ha sin dal Far West – a questo proposito si ricordino i Saloon pieni di fumo e di delinquenti in cui si giocava in quell’epoca.
Il poker in Italia ieri
Per assistere a un’evoluzione significativa del rapporto degli italiani con il poker si è dovuto attendere fino alla fine del secolo scorso. Risale infatti al 27 giugno 1998 la prima legge destinata a regolamentare il gioco d’azzardo sul territorio nazionale.
La prima partita legale di poker online della storia è invece avvenuta il 2 settembre 2008 nella variante Texas Hold’em e nella modalità torneo. Risale poi a tre anni più tardi la decisione del Governo Berlusconi di regolamentare definitivamente tutti i giochi da tavolo, le lotterie e le scommesse sportive realizzate sul web.
Per quanto riguarda il poker, si deve però sottolineare che inizialmente la Corte di Cassazione aveva deciso di permettere solo la realizzazione di partite in modalità torneo. Negli anni successivi, però, si è registrata un’apertura anche nei confronti di quella cash, prima considerata un semplice gioco d’azzardo che non richiedeva di null’altro che di una buona dose di fortuna per essere praticata.
Il poker in Italia oggi
Senza le riforme introdotte nel corso degli anni che sono state illustrate nel paragrafo precedente, il poker non starebbe riscontrando lo stesso successo di cui gode attualmente. Queste, infatti, hanno portato a una straordinaria apertura mentale nei suoi confronti che si traduce nei numeri eccezionali registrati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Secondo quanto riportato nell’ultima edizione del suo Libro Blu, infatti, risulta che nel 2019, 2020 e 2021 gli italiani hanno speso rispettivamente 77,66, 124,31 e 106,05 milioni di euro in modalità torneo. Quella cash, invece, ha raggiunto quota 60,10, 82,67 e 71,23 milioni nello stesso periodo.
D’altronde, questi straordinari numeri non sono altro che la chiusura perfetta di un cerchio che si era iniziato a tracciare nell’antichità. Come dimostra infatti la diffusione dei dadi, del testa o croce e del par et impar tra gli antichi romani, gli italiani hanno il gioco impresso nel loro DNA, come conferma tra l’altro che proprio nel Belpaese è sorto il Ridotto di San Moisé, il primo casinò legale della storia.
La percezione del poker in Italia nel corso degli anni
Come nel resto del mondo, anche in Italia il poker è stato a lungo ed ingiustamente associato alla criminalità e a luoghi poco raccomandabili. Come esposto in questo articolo, per avere una prova concreta di questa percezione non si deve far altro che guardare il film del 1975 “La città gioca d’azzardo”.
Anche grazie agli interventi normativi realizzati a partire dalla fine del secolo scorso, però, la situazione è cambiata. A una liberalizzazione maggiore è corrisposta una sua maggiore accettazione a livello sociale, che trova tra l’altro riscontro nei grandi numeri registrati dal poker negli ultimi anni.