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Hockey | 03 ottobre 2020, 23:01

HOCKEY. I Mastini non hanno il Palalbani ma il cuore di Varese sì. E lo portano con loro al Palagorà

Domani alle 18.30 l'esordio giallonero nella nuova casa milanese dopo l'estate più difficile: circa 200 biglietti venduti, gli altri 100 saranno disponibili alle casse. Sciolto il ghiaccio di via Albani, la voglia di vivere e vincere ha fatto la differenza: tutti hanno portato qualcosa in più, e così lo spirito dei trecento tifosi di Merano riempirà anche l'Agorà

I tifosi dei Mastini, un'unica cosa con la squadra, mai così uniti. Domani e per tutta la stagione il Palalbani si sposta all'Agorà

I tifosi dei Mastini, un'unica cosa con la squadra, mai così uniti. Domani e per tutta la stagione il Palalbani si sposta all'Agorà

I Mastini ci hanno commosso ancora prima di cominciare. Vivevano nel ghiaccio e gliel'hanno tolto, mandandoli all'inferno, eppure in quell'inferno hanno portato tutti con loro, a giocare la partita più difficile e più bella. La più grande: quella di chi, persa la casa, inizia a giocare nelle case di ogni tifoso, di ogni sponsor, di ogni amico vicino e lontano, fino a trovare una casa ancora più grande del Palalbani, da dove nessuno li potrà cacciare. Quella dove vince la voglia di vivere e dove tutti portano qualcosa che era venuto a mancare, e alla fine ci si trova più uniti e più "ricchi" di prima. Quella casa dove basta poco, purché sia vero, per essere tutti presenti, un cappellino giallonero, una maglia con il numero 57 sulla schiena, anzi nel cuore, una bandiera e una serata come quelle di Merano, dove a giocare non c'era solo una squadra sul campo ma la squadra della passione e dell'amore ritrovati, di un cuore che - se ha resistito a questa botta - resisterà sempre. «Se ci siamo quest'anno, ci siamo per tutta la vita» ha detto Carlo Bino, uno dei Mastini più autentici, racchiudendo in una frase il campionato che inizia domani al Palagorà di Milano.

Con il Covid e senza il loro palaghiaccio, i Mastini combattono e portano a Milano gli stessi trecento tifosi (la capienza dell'Agorà non ne prevede nemmeno uno in più, almeno per ora) che avevano trascinato alle finali di Coppa Italia a Merano: trecento come tremila, magari un po' più distanziati ma più che mai vicini, uniti dalla distanza, dalla sofferenza, dalla rivincita di chi, davvero, ha visto sciogliersi il ghiaccio solo per scoprire che laggiù, all'inferno, il vecchio cuore giallonero batte ancora più forte

Il Bressanone stasera e tante altre squadre avranno più allenamenti nelle gambe, più tranquillità, più appoggi, magari anche più giocatori da andare a pescare nel vivaio, ma in fondo è tutto ciò che hanno sempre avuto. Il Varese invece metterà in pista quella sensazione di avere attraversato le porte dell'inferno, pur di essere qui, ed è questo che alla fine, nel momento in cui tutto sembrerà impossibile, farà la differenza.

Solo il Varese, guardando i suoi tifosi sulle gradinate ogni volta che giocherà "in casa", saprà che quei tifosi arrivano da lontano, ne hanno passate tante, fanno sacrifici e sono davvero pronti a tutto pur di esserci. C'è qualcosa di più nobile di questa unione totale tra un giocatore e un tifoso, rarissima da trovare, ormai, in altri sport, calcio compreso? 

Domani sera sarà ancora assente qualche pedina importante, e altrettanto probabilmente il nuovo allenatore Claude Devèze avrà bisogno di tempo (o magari no, chi lo sa), o forse alla distanza potrà mancare un po' il fiato ma non mancherà quello che, una volta, un vecchio e grande tifoso della Saima, ascoltando il coro proveniente dalla curva del Milano che, più beccava gol e più perdeva, più incitava i suoi giocatori, chiamò "lo spirito dell'Agorà" e, prima ancora, "lo spirito del Piranesi". Più che un luogo, un vento del passato che nasce dalle lacrime, dalle ferite, dagli agguati del destino e non solo del destino. Noi lo chiameremo vento del Palalbani che, in quest'Agorà fatto di spirito e ferite, rabbia e orgoglio, spingerà i Mastini verso quel loro destino che non è mai stato racchiuso in una vittoria. Al massimo in una bandiera giallonera, affilata anche quando è sdrucita. Ed è la nostra bandiera.
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Ore 18.30, prima giornata IHL, Palagorà di via dei Ciclamini, Milano: Varese-Bressanone (capienza 300 spettatori, mascherina obbligatoria, biglietti anche alle casse: 10 euro intero, 7 ridotto). Arbitri: Simone Lega, Willy Vinicio Volcan (Jeremy Bassani, Carlo Antonio Grecchi)

Diretta di Max Airoldi su Radio Village Network e sull'home page di VareseNoi.

Le altre partite: Como-Caldaro 2-7, Merano-Unterland 5-1, Alleghe-Appiano 5-0. Domenica, ore 19: Pergine-Valdifiemme.

Seconda giornata - Sabato 10 ottobre: Unterland-Como (ore 19), Valdifiemme-Merano (19.15), Appiano-Pergine (19.30), Caldaro-Varese (19.30), Bressanone-Alleghe (20).

Andrea Confalonieri


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